giovedì 3 maggio 2007

Quando il destino ...

Oggi la prima pagina della cronaca locale del quotidiano aveva un solo articolo. Un brutto incidente avvenuto martedì sera dopo le 18 in un paese qui vicino, lo schianto di una moto di grossa cilindrata contro un'auto, una donna di 42 anni sbalzata via, un volo di 15 metri, l'urto violento contro un'altra auto e la sua morte istantanea. Immagini di auto distrutte e di lamiere contorte. La foto della vittima, 42 anni, che io conoscevo xchè qualche volta ero andata nel suo negozio di merceria in centro città.
Ancora una volta il giornale mi metteva di fronte ad un destino tragico e ad un epilogo triste e spiacevole.
Mia nonna diceva sempre che il destino di ognuno di noi è già tracciato e che troppe volte siamo noi che lo andiamo cercare e che ci costruiamo con le nostre stesse mani l'infelicità
Allora ero piccola e non condividevo questi suoi pensieri
Ma con il passare del tempo e degli anni , con la saggezza della maturità e con un contatto diretto con certi episodi imprevisti ed improvvisi e sconvolgenti, talvolta mi ritornano in mente quelle parole di mia nonna e comincio anch'io a pensare che forse aveva ragione lei, che il destino ci è amico quando noi siamo amici di noi stessi, che il destino ci è nemico quando noi usiamo male il nostro libero arbitrio e ci sconvolgiamo da soli la nostra vita e la nostra felicità
Ma sempre più spesso penso che il destino è sempre lì in agguato, dietro l'angolo, e qualunque cosa noi possiamo dire o fare, lui è lì e ci aspetta e ci colpisce improvviso quando meno ce lo aspettiamo...
Oggi pomeriggio sono tornata a scuola x insegnare a fare le bambole ad alcune delle mie alunne di una delle mie prime dello scorso anno, che avevano seguito il corso quadrimestrale dei pupazzi e delle stoffe. Si sono dimostrate molto brave a cucire e perciò ho accettato di continuare con loro , ogni quindici giorni, un lavoro più difficile e complesso.
Sono ore di volontariato che ho dato molto volentieri xchè mi piace insegnare e lavorare con le ragazze o i ragazzi che ho o ho avuto in classe, soprattutto con chi ha buone capacità e tanta buona volontà.
Oggi però mancava una di loro.
Quella sigla sul giornale di chi guidava la moto dello schianto, un uomo di 41 anni, era la sigla del nome e del cognome del papà della mia alunna di 13 anni.
Una tragedia nella tragedia. Lui è gravissimo in ospedale. La moglie e le due figlie sono sotto choc.
Io penso alla ragazza bella solare ed intelligente che con me cuciva la sua prima bambola della vita, con una mano sicura e la gioia negli occhi.
Una moto ed uno schianto le hanno cambiato la vita. Le hanno portato lacrime dolore e tristezza.
Perchè a volte gli adulti non pensano anche ai loro figli, invece di pensare solo a loro stessi ? Perchè il destino è così crudele ?
Due vite distrutte in uno schianto ma altre vite sconvolte da scelte di vita unilaterali che portano lo scompiglio e la disperazione negli affetti più cari
Pensare solo a noi stessi o pensare anche a chi ci vuole bene e dipende interamente da noi xchè ancora troppo giovani x essere indipendenti e forti?
Un pensiero ed una preghiera x quell'uomo che non conosco e che combatte la sua battaglia contro la morte in un letto di ospedale, xchè possa tornare il sorriso e la gioia della gioventù negli occhi della mia ex alunna...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

le parole di tua nonna sono sagge.."il destino ci è amico quando siamo amici di noi stesi"
E' difficile essere amici di noi stessi? Non siamo noi primi a giudicarci, a darci la zappa sui piedi?
Post molto interessante:)

Artemisia ha detto...

Anch'io trovo il post molto interessante. Tocca un argomento molto delicato.
Certo la classica tegola che ti casca sulla testa non si puo' evitare pero' bisogna fare tutto il possibile per "essere amici di noi stessi" ma soprattutto per gli altri, per le conseguenze che ricadono su chi ci vuole bene e ha bisogno di noi.
Mi viene in mente quei portafoto da auto che andavano di modo quando ero piccola con scritto: "Non correre pensa a noi!"
Ti ricordi, Erica?

Fabioletterario ha detto...

Un post toccante, pieno di dolcezza. Probabilmente, proprio come te! Fabio

ericablogger ha detto...

si mi ricordo le immaginette con la calamita e le scritte
forse erano altri tempi ....

Anonimo ha detto...

Che tristezza, una volta è morto un mio ex alunno così, non l'ho ancora dimenticato adesso. E vien a chiedersi veramente perchè? Un abbraccio doppio Giulia

Anonimo ha detto...

Non so se il destino ce lo scegliamo noi, (direi proprio di sì), ma basta un respiro di troppo,o una svista assurda per cambiarci la vita di colpo. E prima non ci abbiamo mai pensato,solo quando ci succede da vicino.

ericablogger ha detto...

purtroppo la vita è stata cambiata anche a chi viaggiava in macchina e se li è trovati addosso
uno è un mio vicino di casa che stava rientrando con la moglie e sono entrambi sotto choc e non in buone condizioni di salute, ahimé
Il destino è stato veramente crudele direi ...ma se non fossero andati troppo forte eccecc forse sarebbero riusciti a schivare la macchina!!!