lunedì 31 dicembre 2012

La Signora della Scienza italiana se ne è andata ...

“Il livello a cui è tenuta la donna è il barometro della civiltà: più alte sono le potenzialità aperte alle donne , più alto sarà il grado di civiltà”
Ieri domenica 30 dicembre 2012  è morta a Roma la scienziata italiana, premio Nobel, Rita Levi Montalcini.  Aveva 103 anni ed ha lavorato e studiato fino alla fine.  I funerali si svolgeranno a Torino in forma privata nel cimitero ebraico
Ho amato profondamente questa piccola grande donna che sempre seppe affrontare la vita con grande coraggio e grande umiltà
 
Di lei ho trovato una bellissima intervista del 1988, due anni dopo il premio Nobel per la Medicina, assegnatole nel 1986, pubblicata da La Stampa, dove  parla non la ricercatrice, ma la donna che difende i valori civili e morali.
 
"   Professoressa, che cosa significa oggi essere antifascisti
«Significa mantenere vivi quei valori che si stanno perdendo da parte dei revisionisti. Oggi non c’è da opporsi a una persecuzione, a una privazione della libertà come avveniva sotto il fascismo. Antifascisti dovremmo esserlo tutti. Purtroppo non è così. Il fascismo è stato la distruzione di tutti i valori morali. Un revisionista per esempio è lo storico Renzo De Felice. Per lui siamo stati tutti uguali, tutta brava gente, tanto vale passare una spugna su tutto. Un momento: io dico no, ci sono i bravi e i cattivi. Primo Levi è stato formidabile nel denunciare il revisionismo. Le cose vanno ancora peggio in Francia. De Felice afferma che l’Italia è fuori dall’ombra dell’olocausto. Non è affatto vero. Sono amareggiata da queste affermazioni. Oggi, nel 1988, antifascismo è avere dei principi etici».  Teme ancora il razzismo? 
«Il razzismo è sempre in agguato. In molte parti del mondo si assiste a persecuzioni non diverse da quelle che abbiamo avuto in Europa mezzo secolo fa. Ci sono ritorni di antisemitismo, persino in Italia. Tutto ciò denota un basso livello di valori etici. I razzisti sono persone frustrate, che pensano di rivalersi perseguitando persone che ritengono inferiori. Questi rigurgiti del passato non mi toccano, ma mi addolorano». 
Da giovane per dedicarsi alla ricerca scientifica ha dovuto lottare. Come giudica i movimenti femministi fioriti dagli Anni 70 in qua? 
«Non ho simpatia per quel tipo di propaganda che si esprime negli slogan femministi tipo “Il corpo è mio e lo gestisco io”. Neppure mi piacciono le chiacchiere sull’emarginazione e sulle sofferenze delle donne. Ho invece enorme simpatia per le donne impegnate. Penso che nel futuro il ruolo della donna sarà decisivo. Più volte mi è capitato di dire che il livello a cui è tenuta la donna è il barometro della civiltà: più alte sono le potenzialità aperte alle donne, più alto sarà il grado della civiltà. La donna è stata repressa in tutte le epoche passate, e lei stessa ha accettato questa situazione, come sempre fanno le vittime: pensi agli ebrei. Da bambina cercavo modelli di donna con grandi capacità intellettuali, da Gaspara Stampa a Vittoria Colonna a Saffo: erano le mie tre eroine. L’8 marzo, Festa della Donna, quando Nilde Jotti mi ha invitata, sono andata alla Camera a tenere un discorso. Ma non ho mai amato gli schiamazzi femministi. I diritti ci sono, vanno difesi, le donne devono impegnarsi nel difenderli. Tuttavia occorre riconoscere le differenze: il cervello femminile dal lato ormonale differisce da quello maschile. Tra uomini e donne c’è parità di capacità: ciò non significa che non esistano differenze biologiche». Quale ruolo possono avere gli scienziati nel difendere la pace? 
«Sono diventata contraria alle piccole manifestazioni alle quali prendevo parte in passato, alle firme sui manifesti. Piccoli rimedi non servono per grandi mali come la guerra. Il ruolo degli scienziati per la pace consiste innanzi tutto nel non collaborare a progetti bellici, come invece succede, per esempio, al Livermore Laboratory, negli Stati Uniti. Ma a parte i fisici, che possono essere implicati direttamente in armi totali, il ruolo degli altri scienziati non differisce da quello di tutti i cittadini. Bisogna individuare i punti deboli del potere e riuscire ad avere una voce. Per questo, ad esempio, sono andata all’incontro tra Mitterrand e 70 premi Nobel. C’erano anche Willy Brandt, Henry Kissinger. Disgraziatamente gli scienziati e i cittadini hanno contro le industrie che fanno miliardi fabbricando armi».
Che cosa pensa da un lato dell’eutanasia e dall’altro lato dell’accanimento terapeutico con cui spesso si difende a oltranza la vita del malato anche al di là di ogni speranza?  
«Sono stata molto attaccata per essermi espressa a favore dell’eutanasia. Personalmente penso che ognuno di noi ha il diritto di decidere della propria vita. C’è chi distingue tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva. La passiva si limita a non eccedere nei rimedi terapeutici. Io sono per l’eutanasia attiva».
Vede dei rischi nell’ingegneria genetica? 
«No. A tutt’oggi ha portato soltanto dei vantaggi all’umanità. Invece è immenso il pericolo della manipolazione culturale. Basta pensare ai mass media, all’influsso della televisione sui bambini. Mentre va aumentando in maniera smisurata il pericolo della manipolazione culturale, mi sembra assurdo preoccuparsi della manipolazione genetica».
La ricerca della verità scientifica è un grande valore. Ma è un valore assoluto o deve sottostare a valori gerarchicamente superiori? 
«Sono per la libertà della ricerca. Non si può mettere un lucchetto al cervello umano. Naturalmente deve essere una ricerca fatta bene, onestamente. Ma in libertà. I valori etici, ma anche i valori politici e sociali, devono invece ispirare le applicazioni dei risultati della ricerca. Non tutto ciò che tecnicamente può essere fatto deve necessariamente essere fatto». "

sabato 1 dicembre 2012

Bullismo

"Bullying" è la parole inglese che  indica sia un insieme di comportamenti   ripetuti da qualcuno  che fa o dice cose per avere potere su   un'altra persona o per  dominarla, il "persecutore", sia i comportamenti della "vittima", ponendo al centro dell'attenzione la relazione nel suo insieme.
Il bullismo è un fenomeno sempre più vasto e grave ed è diffuso in tutto il mondo ma ancora sottovalutato
Troppo spesso il bullismo non viene infatti riconosciuto  come tale perché è confuso con i normali conflitti fra coetanei o coetanee.
In tanti anni di insegnamento mi è più volte capitato di avere in classe dei bulli e, in qualche caso, delle bulle, e di vedere quali conseguenze hanno avuto  i comportamenti di questi " carnefici" sulle vittime
Quando un bambino/a o un ragazzo/a è oggetto di prepotenze da parte di un altro bambino/a o ragazzo/a o da un gruppo di coetane/e o di ragazzi più grandi, che dicono e fanno cose spiacevoli, prepotenze volute intenzionali e ripetute, che impediscono alla vittima di difendersi, si deve parlare di bullismo.
Le vittime inizialmente vengono prese in giro con cattiveria, ricevono brutte parole e insulti o colpi, spintoni, calci, pugni, minacce; spesso ricevono anche bigliettini con parolacce. Il bullo le isola e racconta storie non vere su di loro in modo che anche gli altri compagni o compagne non rivolgano più la parola al o alla " colpevole". Spesso alle vittime vengono fatti " Scherzi" ( così li definiscono i bulli) molto pesanti, come il danneggiamento dei loro abiti o dei loro materiali scolastici, o il furto delle loro proprietà, o vengono   obbligati a fare cose che non vogliono fare. E la persecuzione  raggiunge il suo culmine quando viene richiesto loro del denaro o prestazioni sessuali. Le molestie sessuali sono forse le peggiori ma tutte le prepotenze sono deleterie per la vittima di bullismo.
I momenti peggiori in cui la vittima del bullo subisce le sue umiliazioni e le sue prepotenze verbali o fisiche a scuola sono in genere il cambio dell'ora, l'intervallo, la mensa, gli spostamenti in corridoio, le uscite ai servizi, le ore di fisica in palestra, ma vi possono essere dei seri problemi anche davanti a scuola o sullo scuolabus.
Quando succede fuori da scuola, al di fuori del controllo dell'insegnante, le vittime sono maggiormente in balia del bullo o dei bulli.
Se la vittima non trova il coraggio di parlarne con un adulto, o se gli altri compagni e compagne non capiscono la gravità di ciò che sta succedendo e anch'essi stanno zitti, la persecuzione si aggrava sempre di più
Spesso i bambini ma anche gli adolescenti non ne parlano perchè si vergognano, perchè sono stati minacciati ed hanno paura, perchè temono di non essere creduti o capiti o perchè non sono stati ascoltati e sono convinti che non serve a niente dirlo
E' estremamente importante che, alle richieste di aiuto di una vittima, gli adulti non rispondano mai nei seguenti  modi perchè accrescono e aggravano  la solitudine e il senso di impotenza di chi subisce prepotenze e umiliazioni varie : arraggiati!; è una faccenda che devi risolvere da solo perchè sei grande; succede a tutti e non si può fare niente; ribellati e fai il prepotente anche tu; se ti è successo è colpa tua e te lo sei meritato / te le sei andate a cercare; sono solo ragazzate senza importanza !
E' molto importante parlarne in classe e far sì che i compagni e le compagne spettatori di atti di bullismo ne parlino e non si schierino dalla parte dei bulli. I loro silenzi, la loro indifferenza  o la loro omertà complice fanno perdurare il fenomeno, mentre la loro riprovazione e le loro azioni di denuncia fanno modificare in modo rilevante gli atteggiamenti negativi e coercitivi dei prepotenti sulla debolezza della vittima
Bisogna sempre osservare con estrema attenzione le dinamiche  che intercorrono all'interno del gruppo classe ed intervenire subito quando si notano atteggiamenti prevaricatori da parte di alunni o alunne su compagni in difficoltà, insicuri o fragili o con disabilità o diversi per cultura e religione ...
E bisogna sempre prestare la massima attenzione a non confondere la vittima, che da passiva è finalmente riuscita a reagire per difendersi, con il persecutore o la persecutrice
Il bullismo dunque non è un problema solo per la vittima ma coinvolge anche quanti sanno che questi comportamenti avvengono (nella scuola o in altri contesti come lo spogliatoio di un campo di calcio, di basket, di volley o l'oratorio ...) e coloro che vi assistono, soprattutto per il clima di tensione e di insicurezza che si instaura.
Se i comportamenti prepotenti non vengono sminuiti o impediti possono avere un effetto devastante sulla vittima.
Se i bambini compiono atti di bullismo senza essere ostacolati attraverso un processo educativo è molto probabile che cresceranno abituandosi a compiere prepotenze e da grandi potrebbero anche picchiare il partner ed i propri figli.
Con il crescere dell'etá si ha di solito una diminuzione della frequenza degli atti di bullismo, ma quando questi persistono sono un chiaro indice di  disagio individuale stabile da parte del molestatore, che potrebbe a sua volta subire violenze da  adulti con cui vive o frequenta.
 I bulli persistenti sono a rischio di problematiche antisociali e devianti, mentre  le vittime rischiano quadri patologici di depressione  e di disistima .acute, che li possono spingere alla disperazione estrema e ad atti di autolesionismo gravi

Cyber bullismo

" Il bullismo è un fenomeno sociale complesso in continua evoluzione.
Negli ultimi anni, in seguito allo sviluppo delle tecnologie, ha assunto nuove forme e oggi si parla di cyberbullismo, inteso come forma di prevaricazione perpetrata attraverso i nuovi mezzi di comunicazione
In particolare telefonate o invio di SMS e MMS con testi o immagini volgari, offensivi o minacciosi; diffusione di informazioni private su un’altra persona, anche pubblicando filmati e foto su Internet; calunnie diffuse tramite mail, chat o blog.
Questa tipologia emergente di bullismo implica l’assenza di una relazione e di un contatto diretto tra la vittima e il bullo, che in molti casi riesce a mantenere l’anonimato. Per la vittima, inoltre, è più difficile sottrarsi alla prepotenza, anche perchè a volte non sa di essere “presa di mira” Infatti proprio il minore controllo, la possibilitá di attuare le prepotenze in qualsiasi momento del giorno e della notte, colpendo più persone in meno tempo e usufruendo di “diverse identitá”, rende questo problema molto complesso da affrontare e per alcuni aspetti affine ad altre problematiche legate all’utilizzo delle nuove tecnologie. "

Il cyberbullo agisce con crudeltá utilizzando Internet o il telefono cellulare.
Sono diverse le condotte del cyberbullo
Può inviare messaggi violenti e volgari per provocare vere e proprie ”battaglie” verbali online o inviare ripetutamente messaggi offensivi e volgari   o messaggi di minaccia (cyberstalking)
Spesso parla male di qualcuno online o invia o pubblica maldicenze per compromettere le amicizie o la reputazione di qualcuno
 E' molto grave quando si sostituisce a qualcuno online, clonandone l’account o utilizzandone il nickname ed invia messaggi che danneggiano la reputazione o espongono a pericolo la vittima ; o riesce a far escludere la vittima da una comunitá online - blog, chat, gaming, lista di amici –  fino a carpire segreti o informazioni della vittima e a divulgarli online 
 
Il computer è entrato a far parte delle vite dei bambini e dei ragazzi giovani e giovanissimi con una facilità che, solo pochi anni fa, non era neppure concepibile perché Internet è affascinante, ricco di colori, immagini, suoni e animazioni. Internet con Facebook e altri Social Network è per loro il mondo vero, uno specchio della realtà attraverso la quale si può vivere una vita interessante, fare amicizie, comunicare. senza problemi di timidezza, di insicurezza di non stima di sé ecc, che sono tipici dell'età e che emergono nei rapporti a tu per tu, ma Internet nasconde tante insidie e tanti pericoli.
E' pertanto importante che le famiglie non lascino mai soli i loro figli davanti ad un computer, per ore e ore spesso, senza spiegare loro, prima di quei viaggi online, quali possano essere i rischi a cui potrebbero andare in onda
Da vecchia blogger con parecchi anni di esperienza in Internet ho imparato ad essere cauta . Non amo facebook e non lo uso mai; preferisco scrivere i blog, ma comunicare online solo con i blogger conosciuti da tempo, sicuri e affidabili E non accetto più i commentatori sconosciuti ineducati o provocatori che offendono me o chi mi ha inviato commenti personali . Il rispetto è fondamentale
Gli adolescenti dovrebbero sapere che può essere molto pericoloso dare informazioni personali a degli sconosciuti, così come è altrettanto pericoloso inviare foto  di se stessi o accettare incontri se non si è sicuri dell'interlocutore
In internet è facile non dire la verità ed inventarsi e le persone possono facilmente non essere quelle che sono
Se si hanno dei dubbi su strane email o su strani incontri in internet è sempre meglio parlare con degli adulti sicuri, famiglia o insegnanti o  le forze dell'ordine, come i simpatici poliziotti che abbiamo conosciuto a scuola
Meglio diffidare ma non incorrere in qualche guaio serio rende migliore la frequentazione di  Internet 

Morire a 15 anni per cyberbullismo

" Deriso su Facebook si uccide a 15 anni  ; la Procura di Roma apre un’inchiesta
 Su Facebook era apparsa una pagina che derideva il ragazzo, che si è tolto la vita ieri a Roma
Additato come gay, tra le ipotesi dei pm c’è l’istigazione al suicidio
In rete l’ira e il dolore degli amici: «L’ha ammazzato l’ignoranza» "
Questa è una di quelle notizie che lasciano l'amarezza nel cuore e la rabbia addosso perchè la vita è sempre importante a qualunque età, ma a quindici è un dono bellissimo che dovrebbere essere vissuta con gioia e serenità senza ansie, angosce o problemi
Purtroppo invece a questo mondo ci sono degli idioti che non hanno nulla da fare se non rovinare la vita agli altri o perseguitarli fino a spingerli al suicidio
Questo ragazzo non ha retto al peso delle offese e delle molestie di esseri disgustosi e senza scrupoli che in  rete lo avevano preso di mira, ma sono tanti i giovanissimi che subiscono i soprusi e le persecuzioni di coetanei, e coetanee, bulli o cyberbulli, ignoranti, violenti, cattivi, senza vergogna e senza scrupoli   
Quando Su La Stampa online ho letto i titoli dell'articolo sopracitato mi sono chiesta perchè in un mondo evoluto e apparentemente civile ci siano ancora persone simili che si divertono torturando gli altri con provocazioni  spinte all'eccesso, per fare del male a chi non ha i mezzi per difendersi

Una recente ricerca commissionata da Microsoft e svolta in 25 paesi in tutto il mondo ha presentato  lo spaccato del cyber bullismo dal punto di vista dei ragazzi intervistati, di età compresa tra gli 8 e i 17 anni.
Per quanto riguarda l’Italia, il 28% dei ragazzi è stato vittima di atti di bullismo online, il 9% in meno dalle media registrata dagli altri paesi, grazie anche al supporto della famiglia, che parla dei rischi a cui Internet espone e insegna i corretti comportamenti da tenere online. Nel nostro paese, è alta la media di conoscenza del fenomeno (69% contro il 57% del resto del mondo) e di preoccupazione (62% contro il 54%) che ha come risultato una minore percentuale di vittime (28%) e responsabili di bullismo (16% rispetto al 24% mondiale).
 Questi dati possono rassicurare, sicuramente, ma sono ancora troppi i persecutori e ancora di più lo sono le vittime, quasi il doppio dei cyberbulli, in Italia

ANPI e Casa Pound

Diversi anni fa,  pubblicai anche in un post del blog  le vicissitudini di mio padre nei due lunghi anni passati nei campi di concentramento nazisti Ne avevo parlato in una pagina dei Pensieri del mio sito e non era stato facile: avevo raccolto i  documenti in suo possesso, avevo svolto una ricerca in internet sui lager dove era stato ed avevo accennato ad una parte di quelle sue vicende personali di cui aveva sempre parlato poco e con tanta fatica perchè dimenticare era impossibile, ma era necessario per poter vivere, per rinchiudere gli orrori e gli incubi nell' angolo più  nascosto della mente  e dimenticarli il più a lungo. Qualche tempo dopo ricevetti una email da una persona che mi chiese di poter raccontare nel blog anche le vicende che suo padre aveva messo per iscritto prima di morire. Anche lui era un IMI, un internato militare italiano nei lager nazisti Sono stati mgliaia i soldati internati e tanti sono morti per fame stenti botte violenze di cui per anni nessuno parlò o volle scriverne Loro avevano detto sempre NO al fascismo ed alla Repubblica di Salò e non avevano mai firmato ed erano rimasti a soffrire nei lager. Ogni IMI sopravissuto aveva una storia diversa da raccontare, una testimonianza importante da raccontare, ma al loro ritorno nessuno volle ascoltarli e troppo spesso furono anche considerati dei traditori che erano stati in Germania, e allora non parlarono più, per molti anni
Quella persona si chiamava Daniela ed io le pubblicai subito la storia di suo padre
Da allora Daniela ed io siamo rimaste in contatto e ogni tanto lei mi invia delle mail. Sempre interessanti e sempre importanti per me, che pur non essendo iscritta a nessuna associazione, porto sempre nelle pagine dei due miei blog il ricordo di chi è stato vittima del Fascismo e del Nazismo
Perchè non si può dimenticare
Daniela invece è diventata la Presidente della Sezione ANPI di Trezzano sul Naviglio, Milano, intitolata alla partigiana Vera Nardini, ed è molto attiva
Grazie a Lei molto spesso io metto a disposizione dei lettori dei miei blog notizie che non hanno avuto visibilità nei quotidiani nazionali Un Grazie molto sentito a Daniela
 
L' ANPI  / associazione nazionale partigiani di Italia / ha una rivista periodica che si può trovare anche in internet  nel sito www.anpi.it  Ma l’ANPI è anche su www.anpi.it/facebookwww.anpi.it/twitter , per chi volesse saperne di più
Nell' ultima uscita, il n. 55 – 27 novembre/4 dicembre 2012, un articolo mi ha molto interessata perchè anch'io mi sono posta le stesse domande e riflessioni dopo aver visto le immagini inquietanti nei TG
" Il corteo di Casa Pound a Roma: come si può definire una “vittoria della democrazia” veder sfilare per Roma coloro che si richiamano ad un passato che non può essere motivo di esaltazione ed anzi deve considerarsi estraneo ai valori conclamati dalla nostra Costituzione?
Sabato scorso ci sono state, a Roma, diverse manifestazioni di studenti, di docenti, di antifascisti; e c’è stato anche un corteo (autorizzato, con limitazioni di percorso) di Casa Pound.
Tutto si è svolto senza incidenti; e grande è stata la soddisfazione di tutti noi, così come grandi erano state le preoccupazioni della vigilia, giustificate da recenti episodi.
Ma ciò che mi colpisce particolarmente è la dichiarazione del Ministro degli interni, “Oggi ha vinto la democrazia”. Io capisco la soddisfazione, ma che sia stata una vittoria della democrazia, c’è da dubitarne.
E’ vero che le manifestazioni e i cortei per la scuola, cui hanno partecipato studenti, professori, sindacati ed altri movimenti, sono andate bene, forse anche perché la polizia si è mostrata meno pronta ad intervenire con la forza, anche quando non era necessaria e quando, soprattutto, non avrebbe dovuto trovare spazio una ingiustificata violenza. E’ vero che il presidio antifascista organizzato dall’ANPI di Roma e da altre associazioni, per protestare contro le manifestazioni di Casa Pound, si è svolto serenamente e senza incidenti.
Ma è vero anche che abbiamo dovuto subire la sfilata per Roma (per fortuna, solo fino a Ponte Milvio) di Casa Pound, di cui sono ben note le “esibizioni” di forza recenti. Ed è vero ancora che costoro si definiscono “i fascisti del terzo millennio” e che un loro capo, intervistato dai giornali, ha detto di richiamarsi alla “filosofia di Mussolini”. Quale sia stata, questa filosofia, lo sappiamo bene; così come ne conosciamo i dolorosissimi, tragici, effetti.
E’ dunque, davvero, una “vittoria della democrazia” veder sfilare per Roma coloro che si richiamano ad un passato che non può essere motivo di esaltazione ed anzi deve considerarsi estraneo ai valori conclamati dalla nostra Costituzione?
Ed è conciliabile con la democrazia il fatto che si autorizzino cortei del genere, con quei richiami e quelle caratteristiche, mentre l’organo supremo della nostra giustizia, la Corte di Cassazione, considera reato il fatto di esporre simboli fascisti e di fare il saluto romano? Io credo di no ed anzi penso che ci sia una contraddizione stridente, che in uno Stato democratico non dovrebbe verificarsi.
Ci dicono che anche in Grecia ci sono state e ci sono manifestazioni del genere e che un gruppo manifestamente fascista (Alba Dorata) è riuscito ad entrare addirittura in Parlamento (col voto di una parte di cittadini, è vero, ma anche col “passo dell’oca”, di infausta memoria). A prescindere dal fatto che un Paese libero e democratico non dovrebbe ispirarsi alle esperienze peggiori di altri Paesi, il fatto è che la Grecia è un Paese allo sbando, per tante ragioni, ma soprattutto per la gravissima crisi economica che lo colpisce e l’inutile rigore di una parte dell’Europa, chiaramente cieca di fronte agli insegnamenti della storia.
Come sempre, gli estremisti di destra escono allo scoperto, in periodi di crisi; e questo è accaduto anche in Grecia, ma non si tratta di un nobile esempio da imitare. Semmai, dobbiamo esser vicini ad un popolo che soffre una crisi che non ha determinato e non essere troppo comprensivi con aperte manifestazioni fasciste di chi vuole approfittare della crisi.
Ancora una volta, la richiesta che rivolgiamo a questo Governo e che rivolgeremo al Governo che gli succederà, è di chiarire da che parte sta, se da quella dei valori costituzionali, antifascisti e democratici, o da quella degli indifferenti, che non conoscono quanto male può nascere da questi rigurgiti del passato e non sanno ragionare se non in termini di ordine pubblico. E’ possibile che un Governo democratico si limiti a rallegrarsi perché non è successo niente, non considerando la
contraddizione di cui ho parlato e la necessità di uscirne? In fondo, a Roma, cosa si è fatto?
Si è limitato il percorso del corteo per evitare incidenti e scontri; cioè ci si è preoccupati dell’ordine pubblico. Ma davvero l’ordine costituzionale è un valore di secondo livello, di cui non c’è motivo di preoccuparsi? Davvero il valore dell’antifascismo è separabile da quello della democrazia?Sono questi silenzi o, peggio, queste cattive interpretazioni della realtà che ci preoccupano e ci inducono ad impegnarci di più; perché è chiaro che non riusciremo ad aver quel successo definitivo, in questa materia, che un Paese nato dalla Resistenza merita e rivendica a buon diritto, fino a quando non saremo riusciti ad ottenere che le strutture dello Stato (tutte, al centro e in periferia) si adeguino convintamente al dovere di rispetto e di attuazione piena di tutti i valori costituzionali, compresi quelli che si identificano in un antifascismo non di maniera, ma aderente alla nostra storia ed alla nostra Costituzione.
   "

43 anni fa la strage di Piazza Fontana

43° anniversario della strage di Piazza Fontana 12 Dicembre 1969 – 12 dicembre 2012
  12 dicembre 2012   piazza Fontana  Milano
Ore 16,30 appuntamento con i Gonfaloni dei Comuni, e le bandiere delle Associazioni Partigiane.
Ore 16,37 deposizione delle corone alla presenza delle Autorità;
Ore 17,00 proiezione di un documentario sulla strategia della tensione
Ore 17,30 interventi di: Carlo Arnoldi, Pres. Associazione Vittime di Piazza Fontana; Onorio Rosati, Segretario Gen.le Camera del Lavoro di Milano; Prof. Carlo Smuraglia, Presidente nazionale dell’ANPI    Presenta: Roberto Cenati Presidente ANPI Provinciale di Milano
 sala Orlando del Palazzo Castiglioni dell’Unione Commercianti Corso Venezia 47
ore 19,30   concerto dedicato al 43° anniversario della strage di Piazza Fontana
 ingresso libero fino ad esaurimento posti. 
   13 dicembre 2012 ore 20,30 Teatro dell’Arte viale Alemagna 6 - Milano
 Spettacolo teatrale SEGRETO DI STATO di Silvio Da Rù e Fortunato Zinni ,  liberamente tratto dal libro “Piazza Fontana: nessuno è Stato” di Fortunato Zinni regia Silvio Da Rù

Il 12 dicembre 1969 una bomba ad alto potenziale esplose nella Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano provocando 17 morti e 84 feriti.
    L'attentato, di chiara matrice neofascista, ful'inizio della strategia della tensione e il preludio a quella terribile stagione del terrorismo e dell'eversione in Italia. Nonostante i numerosi processi e le diverse sentenze, nonostantesiano stati chiaramente individuati i colpevoli,  per questa strage nessu-no ha pagato.
A 43 anni da quel vile gesto, il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo e per la difesa dell'ordine repubblicano, d'intesa con i Familiari delle Vittime, promuoverà una serie di iniziative " non solo per rendere il doveroso tributo di memoria ai caduti, ai feriti ed ai familiari, ma anche per riflettere su una vicenda che presenta ancora troppi lati oscuri, anche per ciò che attiene al ruolo svolto da apparati deviati dello Stato".
Dopo tanti anni è fondamentale avere verità e giustizia, è necessario che si aprano tutti gli armadi e si svelino tutti i segreti,  per far sì che queste tragiche vicende non possano verificarsi mai più.
Avevo 14 anni quando ci fu l'attentato e stavo frequentando il primo anno delle Superiori
 Restai sconvolta ed attonita da tanta violenza che non riuscivo a capire
Perchè far saltare una banca e uccidere cittadini inermi?
Purtroppo negli anni successivi tale violenza si allargò come una macchia d'olio fino a sfociare negli ultimi anni 70 in quegli eccessi brigatisti che versarono il sangue di tante persone inutilmente, per una causa forse inizialmente anche buona, ma diventata inconcepibile e assurda per le scelte fatte ed i modi orribili in cui fu portata avanti, con omicidi e morti e rapimenti ed uccisioni continue . Ricordo gli anni passati all'Università a Torino e le morti di poliziotti giornalisti e giovani che avevano la sola colpa di voler essere dalla parte dello Stato e dei cittadini onesti  o che si erano trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato
Loro hanno dato la vita per una democrazia libera e giusta
E' giusto ricordare quelle vittime  per non dimenticare
Ma è necessario che lo Stato non dimentichi e non nasconda e tolga una volta per tutte quel maledetto segreto di Stato, che non fa di certo onore e giustizia ad un paese democratico e alle vittime di un buio periodo di attentati, stragi e omicidi di Stato !!!

 

giovedì 1 novembre 2012

Halloween

"Una festicciola tra amici a Roma per celebrare la notte di Halloween finisce in tragedia. Un giovane statunitense, che studia nella Capitale, ha aggredito con un coltello i due coetanei che erano con lui. Il più grave, colpito da almeno 25 coltellate, ha un polmone perforato e si trova all'ospedale San Giovanni in gravissime condizioni. La seconda vittima non è in pericolo di vita. A Firenze crolla una scalinata, 10 giovani feriti
Calca a Madrid e spari a Los Angeles. Tre giovani sono morte e altre tre versano in gravissime condizioni -tutte tra i 18 e i 25 anni- perché travolte dalla calca durante una festa in un locale nella capitale spagnola. Almeno quattro persone sono rimaste ferite invece in una sparatoria avvenuta nel campus della University of Southern California di Los Angeles " dalle news di Libero.it
 
Una volta si festeggiava il Carnevale. Era bello uscire in maschera con i vicini di casa e bussare alle porte di amici parenti e conoscenti vari di tutto il quartiere e dintorni per ricevere in dono caramelle e cioccolatini. Era divertente anche tirarsi i coriandoli e le stelle filanti e andare alle festicciole o alle feste ufficiali e alle sfilate con i carri. Poi anni dopo è arrivata la moda delle bombolette spray e dei manganelli che venivano riempiti di sabbia. C'erano ragazzi che ne approfittavano per picchiare e per fare male, un modo come un altro per scaricare la loro stupidità e la loro violenza.
E il carnevale diventò uno schifo ....
Ed ora, in pochi anni, è venuta di moda anche qui in Italia la notte di Halloween, una tradizione tipicamente anglosassone, soprattutto americana, che ha creato un nuovo business con la vendita di  costumi e maschere e quant'altro è possibile in fantasmi, streghe, streghine, zucche, scheletri ...
E naturalmente anche qui da noi si è arrivati alla violenza eccessiva, con un accoltellamento, e alla disgrazia di una scalinata crollata per il troppo peso e per la folla eccessiva
Gli eccessi nascono sempre quando ci sono situazioni incontrollate di massa. Con la confusione ed il caos, spesso uniti all'uso smodato di alcoolici o altro,  non si controllano più i  freni inibitori  e la violenza esplode.
Speriamo che tra qualche anno finisca anche questa moda che non ha nulla a che fare con la nostra cultura e che si ritorni al ricordo dei morti il 2 di novembre con le preghiere e le visite ai cimiteri. Oggi è Ognissanti. A voi che mi leggete un saluto ed un pensiero di pace 

martedì 23 ottobre 2012

Sant'Anna di Stazzema - Lettera aperta

La procura di Stoccarda ha invalidato la sentenza della giustizia militare italiana di La Spezia, che aveva  condannato  all'ergastolo 10 assassini SS colpevoli del massacro di S.Anna di Stazzema, dove vennero uccise 560 persone il  12 agosto 1944, durante la seconda guerra mondiale
Nel comunicato stampa della procura di Stoccarda, che ha deciso di non procedere con la richiesta di imputazione, si legge che « dalle indagini, condotte in maniera ampia ed estremamente approfondita insieme all'ufficio criminale del Baden-Wuertemberg, è emerso che non è possibile dimostrare una partecipazione dei 17 indiziati - in particolare degli otto ancora in vita - agli avvenimenti del 12 agosto 1944 nel paese di S. Anna di Stazzema punibile con una pena che non sarebbe prescritta».
Per i procuratori tedeschi decisiva  è stata l'impossibilità di dimostrare che il massacro di 560 persone, tra cui «almeno 107 bambini», compiuto dai 17 militari della divisione di granatieri corazzati "Reichsfuehrer Ss" sia stato programmato sin dall'inizio come «un'azione di sterminio contro la popolazione civile». 
 Il sindaco di Stazzema ha detto : «In questo caso si disconosce anche il lavoro di un tribunale militare italiano che nel corso degli anni ha svolto un lavoro importante su quanto accaduto . Quello che mi lascia interdetto è che tra i gerarchi delle ex SS tedesche c'è anche un reo confesso che ha dichiarato che ha considerato donne e bambini, come fossero alla pari degli adulti e che si è reso responsabile di questo crimine di guerra. Sono stati discolpati i soldati, ma gli ufficiali e i sottufficiali sono ritenuti responsabili di quanto accaduto quel lontano agosto. È una notizia che ci ha profondamente offesi e addolorati».
 
Ed ecco la lettera aperta che gli Italiani residenti in Germania hanno inviato alle autorità tedesche ed italiane  per esprimere il loro dissensoe la loro rabbia contro questa vergognosa sentenza della procura di Stoccarda
 
Lettera aperta degli italiani in Germania
alle loro eccellenze
Joachim Gauck, Presidente della Repubblica Federale di Germania
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana
Angela Merkel, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania
Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano
Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo
 
Gli Italiani che vivono in Germania sono costernati dall'archiviazione da parte della Procura di Stoccarda del fascicolo riguardante la strage di Sant'Anna di Stazzema —al termine di una inchiesta fatta durare dieci anni— con motivazioni scandalosamente in contrasto con la realtà dei fatti ed argomenti pseudo-storici.
Noi non entriamo in questioni legali, dato che con la sua decisione il ben noto Procuratore generale Bernhard Häußler, ha fatto diventare una questione legale un grave fatto politico.
Dunque chiediamo che il problema venga risolto al più presto possibile con la rimozione di Bernhard Häußler e dando al procedimento la conclusione naturale in tempi brevi.
Con tutto il rispetto della magistratura tedesca, anche sorvolando sul dato di fatto storico che dopo la seconda guerra mondiale nel territorio della Repubblica Federale i peggiori assassini nazisti che ricoprivano cariche nella magistratura non furono rimossi e continuarono tranquillamente la loro opera di avvelenamento della società tedesca, un Procuratore come Bernhard Häußler non può mettersi al disopra del Parlamento Federale, il quale il 15 maggio 1997 con un proprio ordine del giorno ha stabilito: "Der Zweite Weltkrieg war ein Angriffs- und Vernichtungskrieg, ein vom nationalsozialistischen Deutschland verschuldetes Verbrechen". (La seconda guerra mondiale fu un atto di aggressione e guerra di sterminio, un crimine perpetrato dalla Germania nazista)
A questo si aggiunge il fatto che la banda degli assassini di Sant'Anna di Stazzema era la 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, che non era composta da "normali soldati", ma da appartenenti ad una milizia di partito, tutti volontari, criminali da capo a piedi, già in virtù dell'appartenenza a tale banda.
Qui sta il vero problema: in Germania da decenni si fa tanta "Aufarbeitung" (analisi storica), ma nessuna "Abrechnung" (resa dei conti). Da quando la Germania ha perso la seconda Guerra mondiale, per quaranta anni la Repubblica Federale Tedesca non è riuscita o non ha voluto liberarsi della teppaglia nazista; con l'unificazione qualcuno sperava probabilmente che non se ne parlasse più. Ma sono troppe le vittime lasciate sul suolo di tutta l'Europa per poter fare finta di niente.

Qui nessuno vuole dare la colpa a chi "ha avuta la grazia della nascita ritardata", come disse una volta Helmut Kohl, ma una responsabilità comunque rimane loro, cioè quella di dover fare i conti con la storia, eliminare le tossine ed i veleni nazisti che ancora circolano nella società tedesca ed evitare che le follie barbariche del passato si possano ripetere.
Il mancato riconoscimento di cosa fu veramente il nazismo da gran parte della Germania, rappresenta un enorme ostacolo sul cammino dell'Unione Europea, unico orizzonte che potrà ridare al nostro continente un futuro possibile di pace e giustizia sociale.

Noi in nessun modo intendiamo fare di ogni erba un fascio, non vivremmo per nostra libera scelta in Germania. Non dimentichiamo neanche il fatto che durante la seconda guerra mondiale migliaia e migliaia di veri soldati tedeschi ebbero il coraggio di fare la scelta giusta, voltando le spalle ad ufficiali in grado di dare solamente ordini folli, non solo arrendendosi agli alleati, ma addirittura collaborando in vari modi con la Resistenza italiana, mostrando di essere veri precursori di una Germania europea, amante della Giustizia e della libertà. Molti di loro furono massacrati al pari e spesso insieme a vittime italiane, facendo onore alla Germania. Quelli che sopravvissero nella Repubblica Federale furono perseguiti ed umiliati da funzionari pubblici e politici dal solido passato nazista.
Cogliamo ancora questa occasione per ribadire che anche in Italia persistono alcune ombre lunghe del passato fascista e dunque non possiamo che tendere la nostra mano amichevole a tutti quei tedeschi che si battono per chiudere definitivamente con il passato nazista ed i suoi eccessi barbarici.

mercoledì 10 ottobre 2012

Chi si salva ?

Terremoto al Pirellone, in manette Zambetti  I pm: «Ha comprato 4 mila voti dalle cosche»
Bocassini: «Questa democrazia è inquinata»
Inchiesta sui rimborsi: tre consiglieri indagati 
Diciotto persone in carcere, altre due ai domiciliari.
«Aiuto dei clan anche alla consigliera Sara Giudice, “l’anti-Minetti”». E il Carroccio scarica il presidente
 
Lazio, l’inchiesta si allarga
Indagato il capogruppo Idv
“Si è intascato 700 mila euro”  Il consigliere regionale Maruccio sotto inchiesta per peculato, stesso reato di Fiorito, si è dimesso dall’incarico. Finanza nei suoi uffici.

 Queste sono  due  articoli de La Stampa online che domani leggerò più ampiamente sul quotidiano cartaceo
Sono settimane che  giorno dopo giorno veniamo a conoscenza dei furti e delle malefatte di questi cosidetti uomini politici che hanno avuto la faccia tosta di impossessarsi di migliaia o milioni di euro, sperperandoli in viaggi feste case e gozzoviglie, ed hanno anche,troppo  spesso, il coraggio di ritenersi innocenti
La democrazia non è solo inquinata, la democrazie è profondamente malata e non ci resta che piangere
Per noi che paghiamo le tasse , in eccesso, che viviamo onestamente e faticosamente
Per noi che ne abbiamo abbastanza di questi politicanti privi di scrupoli e di senso morale ed etico
E' vergognoso ed ignobile dover continuare a subire queste persone che altrove sarebbero messe in prigione e lasciate a lungo per le loro colpe e per le loro truffe e reati vari
Ma purtroppo ogni giorno di più il marcio viene a galla e sono coinvolti tutti i partiti
Finirà mai ? Si vergogneranno mai ? Riusciranno mai a capire l'indignazione di chi vive onestamente con paghe sempre più misere, tirando la cinghia, facendo sacrifici e rinunce ?
Se penso a tutte le persone che sono disoccupate o che rischiano il posto di lavoro mi viene la nausea quando leggo gli articoli, pagine e pagine, dedicati ai vari Fiorito Lusi ecc ecc di turno ...

giovedì 9 agosto 2012

Chiude il mensile E

Riaprendo il portatile dopo alcune settimane di " vacanza e di riposo " da Internet , ho trovato nelle mailricevute  la newsletter di Ermency  con la notizia che la rivista mensile E chiude definitivamente e dal mese di settembre non la  si troverà più in edicola
E' un vero peccato perchè era una rivista speciale  ed unica per gli argomenti trattati
Come questo per esempio :

Afghanistan: Italia in guerra al cento per cento
9 luglio 2012
Enrico Piovesana

A fine gennaio il ministro ‘tecnico’ della Difesa Di Paola aveva annunciato che i nostri cacciabombardieri schierati in Afghanistan sarebbero stati impiegati anche in operazioni di bombardamento. Una decisione eminentemente ‘politica’ imposta in spregio all’articolo 11 della nostra Costituzione e alle regole della nostra democrazia parlamentare – la modifica dei ‘caveat’ decisi dal Parlamento è stata solo notificata in un’audizione in commissione, mentre doveva essere dibattuta e votata in aula. Una decisione tradotta subito in pratica con il regolare impiego dei quattro Amx del 51° stormo dell’aeronautica militare in azioni di bombardamento. Azioni che – conferma a E-il Mensile il tenente colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano in Afghanistan – si sono moltiplicate nelle ultime settimane con il lancio dell’operazione Shrimp Net (rete per gamberi) nella provincia di Farah, volta a debellare la resistenza talebana nei distretti del Gulistan e di Bakwa in vista della loro riconsegna alle forze armate afgane in autunno.

Tenente colonnello Tirino, conferma l’utilizzo dei nostri Amx in missioni di bombardamento?
 I nostri assetti presenti in teatro, Amx compresi, vengono usati al cento per cento della loro capacità a difesa delle nostre truppe sul terreno, dei nostri alleati e della popolazione afgana.

Conferma il loro impiego con bombe nell’offensiva militare italiana in corso nella provincia di Farah?
 Nell’ambito dell’operazione congiunta Shrimp Net gli Amx vengono impiegati con sgancio di bombe per le attività appena dette o per azioni preventive: ad esempio, le bombe a guida laser sganciate dai nostri Amx hanno distrutto un’antenna collocata in una zona impervia di montagna e usata dagli insorti per le loro comunicazioni radio.

I nostri Amx hanno partecipato anche ad azioni di bombardamento su ‘forze nemiche’: si parla di decine di talebani uccisi dai raid aerei Nato nella zona…
 Non è che ogni volta che usiamo questi assetti aerei facciamo un comunicato stampa. Quel che è certo è che i nostri aerei sono impiegati osservando rigidamente le norme internazionali e nazionali, quindi senza conseguenze sulla popolazione civile.

Magari civili no, ma secondo fonti di stampa afgane ci sarebbero stati decine di militari afgani uccisi da ‘fuoco amico’ nel corso di bombardamenti aerei alleati in Gulistan…
 Non ho notizia di questo, quindi non posso commentare.

All’offensiva in corso a Farah ne seguiranno di analoghe nelle altre zone calde di competenza italiana destinate a passare sotto controllo delle forze afgane?
 Sono allo studio operazioni di messa in sicurezza anche nella zona di Bala Murghab, nella provincia settentrionale di Badghis, dove la situazione di sicurezza è comunque migliore di quella che abbiamo a Farah.
 
 Purtroppo l’Italia soffre ancora della sindrome di Cavour  che due secoli fa spinse l’Italia a partecipare alla guerra di Crimea , convinto che bisognava  esserci per contare sulla scena internazionale.   Un grave errore politico del grande statista piemontese 
Un grave errore politico anche quello  di oggi, che non ha neppure più i grandi statisti ahimé ...

lunedì 16 luglio 2012

Phishing

Richieste di password, informazioni personali, numeri di carte di credito e dati di conti correnti bancari arrivano ogni giorno  nelle nostre caselle di posta elettronica Sono messaggi che celano tentativi di frode, sono Phishing, ovvero furto di dati sensibili.  Come riconoscere i messaggi ingannevoli e difendersi da furti e raggiri? Ecco alcune indicazioni da tenere sempre a mente:
- Il phishing avviene attraverso l'invio di mail contraffatte, che utilizzano impropriamente loghi di aziende o istituzioni per richiedere agli utenti i propri dati personali. Anche se hanno un aspetto “ufficiale”, sono delle trappole. Per questo è importante controllare sempre l'indirizzo e-mail di provenienza e verificare che corrisponda davvero al nome del mittente.

- Attenzione anche ai toni allarmistici. Solitamente queste e-mail minacciano la chiusura di un account o di un conto qualora non si forniscano i dati richiesti.
- Sono frequenti gli errori ortografici: l'italiano utilizzato in questo genere di e-mail spesso non è corretto, probabilmente perché si tratta di frodi tentate dall’estero
-Attenzione a inviti o offerte fraudolente: in queste e-mail spesso si offrono guadagni facili o  premi miracolosi per estorcere informazioni riservate.

- Non si deve fornire mai, in nessun caso, la propria password. Né la banca, né il provider hanno motivo di richiederla. Bisogna diffidare dei messaggi di posta che  inducono a inviarla via mail o inserirla in form

- Bisogna prestare attenzione alle presenza di link: spesso rinviano a pagine false. Nei casi di phishing solitamente si richiede di non rispondere alla e-mail ricevuta, ma di inserire i propri dati solo dopo aver cliccato su un link. La pagina collegata ha un indirizzo web o un logo falso, per cui è importante controllare sempre che sia presente l'icona del lucchetto nella barra di stato in fondo alla finestra del browser.

- Bisogna inoltre diffidare di un’intestazione indeterminata. Molte e-mail di phishing non si rivolgono direttamente al destinatario utilizzando nome e cognome, ma riportano l’indirizzo mail, cosa che non farebbe di certo la banca o il provider di posta. ( Consigli di Libero.it )

giovedì 7 giugno 2012

Grande Sara Errani !!!

Oggi pomeriggio stavo  scrivendo a computer le ultime relazioni per le mie classi perchè devo portarle ai colleghi coordinatori prima degli scrutini di fine anno : un lavoro lungo che dopo un po' ti fa incrociare gli occhi, venire la nausea e fumare il cervello...
Allora ho acceso la Tv e su Rai 2 ho ascoltato, pùi che visto, l'incontro di tennis al Rolland Garros di Parigi tra Sara Errani, la 25enne ravvenate, che si allena in Spagna da anni, e l'australiana Stosur . Un bell'incontro veloce ed una splendida vittoria in tre set dell'italiana che, come la Schiavone due anni fa, parteciperà all'incontro finale  del Grande Slam La Errani è anche  la prima azzurra in finale anche nel doppio 
Una grnade gioia per lei sicuramente ma anche per noi tutti che da sempre seguiamo il tennis e lo amiamo molto e siamo orgogliosi che un'altra atleta donna abbia vinto

martedì 29 maggio 2012

domenica 20 maggio 2012

Melissa e le sue compagne

" Melissa Bassi aveva 16 anni ed era di Mesagne  Ieri mattina, alle sette e cinquanta, si è trovata vicino alle tre bombole di gas, tenute insieme da un innesco comune,  proprio nel momento in cui sono esplose squarciando l’aria del polo scolastico di Brindisi, nascoste da mani assassine dietro ad  un cartellone pubblicitario poco lontano dall’istituto per i servizi sociali, la moda e il turismo Francesca Laura Morvillo-Falcone. Tre esplosioni a distanza brevissima l’una dall’altra che hanno lasciato sulla strada otto ragazze, tutte  appena scese dal pullman di linea che ogni mattina le portava a scuola dai paesi della provincia verso gli istituti di via Aldo Moro e dintorni. Melissa muore pochi minuti dopo al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi.Veronica Capodieci, di 15 anni, che è poco lontano da Melissa, viene colpita in pieno anche lei ma  si spera che possa salvarsi. Meno grave è sua sorella Vanessa, di 19 anni. Le due ragazze sono figlie di un imprenditore che alcuni anni fa ha collaborato con l’associazione Libera lavorando ad uno scavo su un terreno sequestrato ad un boss della Sacra Corona Unita. 
Azzurra Camarda, di 17 anni, e Sabrina Ribezzi, di 18 anni, sono state ricoverate al centro grandi ustionati del Perrino dove i medici non sciolgono la prognosi perché sono preoccupati dalle infezioni che potrebbero aggravare il quadro clinico.Sono rimaste ferite anche le studentesse  Anna Lopertuso, di 20 anni, Selene Greco, di 16 anni e Alessandra Gigliola, di 20 anni. 
 Gli inquirenti hanno cominciato a visionare i video di sorveglianza intorno alla scuola. In uno in particolare ci sarebbero elementi giudicati «molto utili» per identificare gli autori dell’attentato. Nella notte, poi, gli investigatori hanno lungamente ascoltato in Questura un ex militare esperto di esplosivi ed elettronica e i suoi familiari avrebbero una rivendita di bombole di gas. Non è trapelato, però, nulla sulla sua posizione...
L’attentato davanti alla scuola potrebbe essere stata la risposta ad un’operazione di polizia chiamata «Die Hard» che il 9 maggio ha portato in carcere 16 esponenti della mafia locale. L’aria a Mesagne e dintorni era pesante già da una decina di giorni. Da quando ignoti hanno incendiato l’auto di Fabio Marini, il presidente dell’associazione antiracket di Mesagne. Resta il dolore. Tre giorni di lutto cittadino voluti dal nuovo sindaco Mimmo Consales."

  «Mi diceva sempre che voleva fare l’Università»...«era così solare... stamattina mi ha avvertito un amico, ho provato a chiamarla, ma non mi rispondeva più...» Queste parole commoventi e strazianti di Mario, il ragazzo di Melissa,  racchiudono tutto il dramma della tragedia di ieri mattina a Brindisi. Un attentato assurdo ed inconcepibile, una strage che ha colpito delle ragazze giovanissime che stavano andando a scuola
 «Hanno colpito il simbolo dell’innocenza, della voglia di progresso, un presidio della legalità», ha detto, con gli occhi umid,i il sindaco di Mesagne
Oggi da Mesagne partirà la Carovana della Legalità di Libera e Don Ciotti . Che la paura e l'omertà vengano sconfitte e che tutti coloro che sanno, parlino I colpevoli devono essere presi e condannati perchè la loro follia ha ucciso e ferito delle giovani innocenti, la parte bella ed intelligente della gioventù, che sognava di studiare, di frequentare l'università, di svolgere un lavoro serio, onesto ed importante...
Di loro sono rimasti gli zaini, i libri ed i quaderni a svolazzare in terra, abbandonati, a pochi passi dalla loro scuola dove ogni giorno andavano sorridenti e felici

venerdì 18 maggio 2012

F-35 Joint Strike Fighter

La Corte dei conti statunitense, il Gao, nel rapporto sul programma F-35 Joint Strike Fighter, reso pubblico lo scorso 20 marzo,  ha detto che i nuovi cacciabombardieri , di cui l’Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno 10 miliardi di euro, sono gravemente difettosi e richiederanno modifiche progettuali che ne faranno lievitare ulteriormente i costi. Dalla lettura del documento del Gao emerge chiaramente che gli Usa, e noi alleati, stiamo gettando miliardi in un pozzo senza fondo per delle macchine che ancora non funzionano perché non collaudate”.
Lo sviluppo dei sistemi che garantiscono la capacità di combattimento del Joint Strike Fighter rimane in ritardo e a rischio: ad oggi – si legge nel documento – solo il 4 percento dei requisiti sono stati verificati (…). I caschi dei piloti con i display integrati si sono rivelati il problema più rischioso (…). Altri problemi ci sono con i radar, con il processore integrato, con gli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione e con le capacità di guerra elettronica” (…). “Lo scorso ottobre i collaudatori hanno denunciato problemi anche con il sistema di visione notturna e con la manovrabilità del velivolo e in generale una scarsa affidabilità
Lo sviluppo del software di bordo, il più complesso mai realizzato, sta prendendo più tempo del previsto e pone rischi tecnici sgnificativi” (…). “La variante del velivolo per le portaerei non si è dimostrata adatta all’imbarco per problemi con l’uncino di coda, richiedendo una riprogettazione” (…). “Vanno ancora fatti i collaudi sul volo a bassa quota, sul funzionamento dei sistemi d’arma e di attacco in picchiata e potrebbero riservare altre sorprese”.
Il rapporto spiega come le modifiche resesi necessarie finora per “rimediare alle deficienze emerse nel corso dei collaudi” abbiano già fatto raddoppiare dal 2001 a oggi il costo complessivo del programma (da 183 a 312 miliardi di euro) e di ogni singolo aereo (da 63 a 127 milioni di euro): ma il peggio, lascia intendere il Gao, deve ancora venire.
Il numero di modifiche al programma rimarrà molto elevato fino al 2019 (…). Con il passaggio alla fase di sviluppo dei software più complessi e delle capacità avanzate, il Jsf presenterà problemi costosi. Con la maggior parte dei collaudi di volo ancora da fare, il programma subirà ancora molte revisioni progettuali e continue modifiche del processo produttivo (…) con prevedibile ulteriore crescita dei costi”.  da  http://www.eilmensile.it/
In questo grave periodo di recessione e di crisi sono proprio necessari 90 nuovi aerei da guerra , poco affidabili a quanto pare???
Per ridurre gli sprechi in Italia bisognerebbe sicuramente  partire dalla riduzione degli armamenti militari ...

BUON COMPLEANNO EMERGENCY!

18 anni fa, il 15 maggio 1994,  nasceva Emergency, per curare le vittime civili dei conflitti, perché Gino Strada ed i suoi collaboratori credevano che"  chi fa le guerre abbia, in ogni caso, pesanti responsabilità. Come si spiegherebbe altrimenti che i civili inermi rappresentano oggi più del novanta per cento delle vittime di ogni conflitto?”. Così spiegavano le ragioni di Emergency sul primo numero del loro trimestrale.
Diciotto anni dopo hanno curato gratuitamente oltre 4 milioni e mezzo di persone, vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. Hanno lavorato in 16 Paesi, aperto ospedali, centri pediatrici, centri di maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari, centri di riabilitazione, poliambulatori, ambulatori mobili, un centro di cardiochirurgia.
La loro nascita è stata un bene per tutti noi che siamo molto  orgogliosi di avere Emergency ... TANTI AUGURI !!!

Il processo a Ratko Mladic

 La corte dell’Aja per i crimini contro l'umanità che avrebbe dovuto giudicare Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, ha rinviato ieri, 17 maggio, il processo per crimini di guerra e contro l’umanità, dopo la prima e  sola udienza, celebrata  tra tensioni e polemiche,
Alphons Orie, presidente del tribunale speciale per i crimini nella ex Jugoslavia commessi durante il conflitto degli anni Novanta, confluita nel Tribunale Penale Internazionale, ha dichiarato che: ”La corte ha ritenuto opportuno sospendere la presentazione delle prove dell’accusa, il processo è rimandato a data da definire”.
 Salta di conseguenza l’udienza del 29 maggio, quando dovevano comparire i primi testimoni. La corte  ieri ha riconosciuto che l’accusa aveva commesso un errore nella trasmissione di alcuni documenti alla difesa. Gli avvocati di Mladic lunedì scorso avevano chiesto un aggiornamento di sei mesi.
Il presidente Orie, per il quale era stata fatta una richiesta di rimozione per conflitto di interessi, in quanto olandese, il cui Paese con un suo contingente Onu mancò di proteggere le vittime civili di Srebrenica nel 1995, ha ammesso che l’accusa ha mancato nel trasmettere per tempo alla difesa di Mladic gli atti. Anche la procura, guidata da Serge Brammertz, ha ammesso l’errore.
 Il 70enne Mladic è comunque rimasto privo di emozioni di fronte alle prime testimonianze presentate ieri dal procuratore Peter McCloskey, che ha mostrato un filmato di un’esecuzione di massa di musulmani bosniaci. L’unico cenno di vita avuto dal generale è stato riservato ai parenti delle vittime, verso cui ha assunto un atteggiamento sprezzante e minaccioso.
”Si tratta di un processo molto importante poiché la giustizia ritiene Mladic, quale comandante dei serbi di Bosnia, e Radovan Karadzic, quale architetto della politica di pulizia etnica, esponenti dello stesso progetto criminale”, aveva affermato Brammertz alla vigilia del processo a Mladic, garantendo un processo equo. Oggi tutto il procedimento però è a rischio, come lo  è stato fino ad ora per Karadzic, per Vojslav Seselj, comandante di paramilitari serbi durante la guerra, e per l’ex presidente Milosevic, morto in carcere prima di una sentenza.
Il timore più grande è che anche per gli altri processi non si arriverà mai ad una sentenza. Una delle sopravvissute di Srebrenica, Hatidza Mehmedovic, ha ichiarato: “Ho sepolto entrambi i miei figli e mio marito. Ora vivo sola, con il ricordo dei miei bambini. Dio li giudicherà”. 

lunedì 23 aprile 2012

“La linea rossa di Sarajevo”

Un concerto con 11.541 sedie vuote è stato organizzato nel viale Marshala Tita, la via principale di Sarajevo,  per ricordare le persone morte durante l'assedio della città negli anni dal 1992 al 1995. L'avvenimento ha avuto  luogo nel giorno del ventesimo anniversario dell'inizio dei combattimenti.

L'assedio di Sarajevo è stato il più lungo assedio nella storia bellica moderna, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, che ha visto scontrarsi, durante la guerra di Bosnia, le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l'indipendenza dalla Jugoslavia, contro l'Armata Popolare Jugoslava (JNA) e le forze serbo-bosniache (VRS), che volevano distruggere il nuovo  stato indipendente della Bosnia-Erzegovina e  creare la Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina.
Durante l'assedio le vittime furono più di 12.000 e i feriti oltre 50.000, l'85% dei quali tra i civili.

Il 2 maggio 1992 Sarajevo fu completamente isolata dalle forze serbo-bosniache. Le principali strade che conducevano in città furono bloccate, così come anche i rifornimenti di viveri e medicine, mentre i servizi come l'acqua, l'elettricità e il riscaldamento furono tagliati. Dopo il fallimento dei tentativi iniziali di assaltare la città con le colonne corazzate della JNA, le forze di assedio cannoneggiarono Sarajevo da almeno duecento bunker situati nelle montagne.

Nella seconda metà del 1992 e nella prima metà del 1993 l'assedio raggiunse il suo apice per la violenza dei combattimenti e le gravi atrocità, con i bombardamenti di artiglieria che continuavano a colpire i difensori. Gran parte delle principali posizioni militari e le riserve di armi all'interno della città erano sotto il controllo dei Serbi, che impedivano i rifornimenti ai difensori. I Serbi erano ovunque in città e per aiutare la popolazione assediata, l'aeroporto di Sarajevo fu aperto agli aerei delle Nazioni Unite alla fine del giugno 1992. La sopravvivenza della città da allora dipese in larga parte  dai rifornimenti ONU.
Il Tunnel di Sarajevo, principale via per aggirare l'embargo internazionale di armi e per rifornire di munizioni i combattenti, venne completato a metà del 1993 e permise anche alla popolazione di scappare 

Dopo il massacro di Markale, il 5 febbraio 1994, in cui morirono 68 civili e 200 furono feriti, l'ONU impose un ultimatum alle forze serbe affinché ritirassero le armi pesanti  
 
Nel 1995, dopo un secondo massacro di Markale, nel quale persero la vita 37 persone e 90 restarono ferite, ed  un raid effettuato dai serbi contro un sito di raccolta delle armi dell'ONU, i jet della NATO attaccarono i depositi di munizioni  serbi ed altri obiettivi militari strategici.
 Gli scontri sul campo aumentarono di intensità, con l'intervento di forze armate bosniache e croate

 Il "cessate il fuoco" fu raggiunto nell'ottobre 1995  e  l'Accordo di Dayton,  siglato nel  1995, ristabilì la pace. Seguì un periodo di stabilizzazione e di ritorno alla normalità; il governo bosniaco    dichiarò la fine dell'assedio di Sarajevo il 29 febbraio 1996.

Una guerra terribile a due passi da casa nostra, con  orrori mai dimenticati come la pulizia etnica che le forze serbe condussero nelle parti della città di Sarajevo da loro occupate durante l'assedio  e gli stupri di massa.  Durante la guerra infatti  le forze serbe violentarono sistematicamente donne bosniache musulmane dopo che erano state separate dagli uomini.
Nel 2001 il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY) dell'Aja condannò Dragoljub Kunarac, Radomir Kovac e Zoran Vukovic per questo reato così disgustoso ma i  campi di concentramento con il filo spinato e le fosse comuni tornarono purtroppo con la guerra voluta da Miloševic e inizialmente nessuno fece nulla per impedire una simile tragedia 

sabato 3 marzo 2012

Diritti umani: Darfur

" Giovedì 23 febbraio, nella prestigiosa Sala Nassirya di Palazzo Madama in Roma, è stato presentato il nuovo rapporto 2011-2012 sulla crisi umanitaria in Darfur “Sudan, un Paese in fiamme”, curato da Italians for Darfur ONLUS.
Un titolo quanto mai indicativo, da solo, della situazione in Sudan, che resta tesissima, nonostante si susseguano, per ora solo sulla carta, accordi e trattative di pace tra centro e periferie del grande stato africano.
Il rapporto è stato illustrato dalla presidente di Italians for Darfur, Antonella Napoli, insieme al senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, i rappresentanti della comunità del Darfur in Italia e il presidente del Sudan People's Liberation Movement Italia, Fred Osuru. Alla conferenza sono intervenuti anche i testimonial della nuova campagna di sensibilizzazione, Tony Esposito (già impegnato per il Darfur dal 2010) e Mark Kostabi, artista di fama internazionale che ha realizzato per 'Italians for Darfur' un'opera inedita la cui vendita sosterrà i progetti in Sudan dell'associazione.
Non 'è pace in Sudan. Il rapporto parla chiaro: da quando l'80% dei proventi dalla vendita del greggio sud sudanese non giunge più a Khartoum dal Sud Sudan, che dal luglio scorso ha dichiarato la sua indipendenza, si registrano continui ammassamenti di truppe lungo i confini tra i due stati.
Risale a solo pochi giorni fa la firma dell’ultimo accordo di non belligeranza, quello di Addis Abeba, tra le due parti e subito violato dalle forze aeree di Khartoum, che avrebbero bombardato la città di Jau, in Sud Sudan.
“Non vogliamo la guerra”, ha ribadito più volte Fred Osuru, rappresentante in Italia del SPLM “ e non finanziamo nè sosteniamo i ribelli armati nel Nord Sudan e in Sud Kordofan.”. “Siamo uno Stato giovane, appena nato, che deve fondare le proprie radici democratiche, come possiamo pensare a una guerra?”.
E’ un accorato appello alla comunità internazionale, affinchè non permetta che l’ennesima questione petrolifera tra due Stati africani degeneri in una nuova sanguinosa guerra.
Non va meglio in Darfur, dove 1 milione e 900 mila sfollati continua a vivere nei campi profughi. Nei primi mesi del 2011 i nuovi transfughi dalla guerra erano già 80.000. Aumentano i rientri nei propri villaggi, ma sono ancora un numero che non conforta sebbene faccia sperare in meglio, visto il trend positivo dei primi mesi del 2012. Il rientro ai propri villaggi è comunque rallentato dalle continue violenze e dalla ripresa degli scontri in molte aree della regione.
Yakub Abdelnabi, in veste di rappresentante del Justice and Equality Movement in Italia, movimento che a Luglio ha perso il leader Khalil Ibrahim, rimasto ucciso in un bombardamento, ha chiesto che non venga dimenticato il dramma, ancora vivo, della gente del Darfur. Il 70% del Darfur, fatta eccezione delle capitali, dice Yakub, è in mano ai ribelli che cercano di garantire la protezione dei civili dalle incursioni armate. Unico problema, il bombardamento aereo. “Serve subito la no-fly zone”, insomma, una richiesta che da sempre le associazioni per i diritti umani hanno rivolto alla comunità internazionale, quale unica efficace soluzione del conflitto in Darfur. [M.A.] dalla newsletter di Italians for Darfur

Diritti umani : Cile

" In Cile sono ancora pendenti oltre 1268 processi per violazione dei diritti umani commessi durante il governo militare di Augusto Pinochet. Parola del presidente della Corte Suprema, Rubén Ballesteros.
In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente ha precisato come il 2011 sia stato segnato da un aumento significativo delle denunce. Si sono registrate, infatti, 726 denunce corrispondenti a casi sinora mai aperti.
Fra questi, la morte del presidente Salvador Allende nel palazzo governativo de La Moneda, l’11 settembre 1973, e la morte, pochi giorni dopo, del poeta Salvador Allende, premio Nobel della Letteratura nel 1971 e molto vicino al socialismo odiato da Pinochet. Tutto casi, ha precisato, che non scadranno mai e che dunque avranno tutto il tempo per essere portati a termine.
Nel suo discorso, Ballesteros ha affrontato anche la questione delle critiche che lo scorso anno il Governo rivolse ai giudici e ai procuratori accusati di essere blandi con i delinquenti: “Chiedo rispetto per l’autonomia del potere giudiziario, ricordando che solo la Giustizia e lo Stato di diritto possono garantire che chi mette in atto le leggi agisca in forma realmente indipendente”.
Ma se quest’ultimo argomento era prevedibile venisse affrontato, molto meno lo è quello sui diritti umani, visto che Ballesteros è un personaggio la cui elezione alla Corte Suprema – dicembre 2011 – ha suscitato molti dubbi proprio nelle organizzazioni in difesa dei diritti umani e fra le minoranze, come il movimento Mapuche. Quest’uomo è colui che, mentre era membro della 2° Sala Penal della medesima Corte, ha applicato la Legge sull’Amnistia a tutti i violatori dei diritti umani che gli sono passati sotto mano. Non è dunque un garante della trasparenza e della credibilità, elementi indispensabili specialmente per chi va a ricoprire un ruolo simile. Le sue simpatie reazionarie e le sue azioni a favore della dittatura militare non sono novità e certo la verità e la giustizia non godranno affatto della sua presenza. Dunque solo col tempo si vedrà dove vorrà veramente andare a parare e se il Cile recupererà rimediando alle tante troppe violazioni dei diritti fondamentali che continuano a perpetrarsi indisturbate." di Stella Spinelli da www.eilmensile.it
Il Cile ci ha insegnato che la vita umana può essere ritenuta non importante per le dittature e che la democrazia può essere fragile ed in pericolo quando i dittatori decidono di agire impunemente con il silenzio del mondo che guarda impassibile senza fare nulla per troppo tempo

martedì 14 febbraio 2012

Eternit. Una Sentenza storica

Ieri si è concluso a Torino il processo Eternit per le vittime di Casale Monferrato, con una sentenza storica : 16 anni di reclusione per i due imputati, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, convertitosi all'ecologia e alla filantropia, e il barone belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, titolari dell'azienda in Italia dal 1966 al suo fallimento 20 anni dopo. L'elenco di vittime della Eternit e dei loro familiari da risarcire è durato oltre tre ore nella lettura del presidente della prima sezione del tribunale di Torino Giuseppe Casalbore. E’ stata una sorta di ultimo omaggio a una comunità e a una città legate da una tragedia tremenda.
 «Un elenco terribile» ma «Si è realizzato un sogno , quello di avere giustizia», ha osservato il pm Raffaele Guariniello che ha condotto l'inchiesta e l'accusa nel dibattimento e che aveva chiesto 20 anni per i due colpevoli, accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche per aver provocato, attraverso la lavorazione dell'amianto negli stabilimenti del gruppo, la morte o la malattia di quasi 3000 persone. 
 Il procuratore capo Giancarlo Caselli ha preso spunto dal successo di questa inchiesta per lanciare un nuovo allarme sullo smantellamento dei pool specializzati, voluto dai politici e dalle loro nuove leggi : «Lo dovremo fare entro maggio, spero ci sia tempo per cambiare ancora questa norma».E' infatti grazie ad un pool ben organizzato come quello di Torino che si è potuti arrivare a questa sentenza, unica al mondo per ora e seguita con attenzione anche all'estero, dove vi sono o vi sono state situazioni e problemi simili a causa dell'eternit ( ho scritto recentemente della triste storia di Casale Monferrato anche nell'altro mio blog Omegnaedintorni )
La sentenza ha dichiarato prescritti i reati commessi negli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), ma ha affrontato invece le conseguenze dell'attività Eternit negli altri due impianti, quello di Cavagnolo (Torino) e quello di Casale Monferrato ( Alessandria).
I risarcimenti indicati per le parti civili si aggirano sui 200 milioni complessivi. Tra questi spiccano le provvisionali di 25 milioni per il comune di Casale Monferrato, i 20 per la Regione Piemonte, i 15 per l'Inail, i 5 per l'Asl di Alessandria, i 4 per il Comune di Cavagnolo, che già aveva accettato l'offerta di Schmidheiny di 2 milioni e che ha creato rammarico al sindaco di Casale Monferrato,  lui pure sul punto di accettare l'offerta del magnate svizzero di 18,3 milioni, ma poi tornato indietro dopo la sollevazione della comunità monferrina. 
Il Sindaco di Casale Demezzi ha dichiarato : «La sentenza esemplare è venuta e di questo siamo soddisfatti; per quanto riguarda la provvisionale avevamo chiesto 30 milioni e ce ne hanno dati 25 che ancora sono però sulla carta. Certo che il caso di Cavagnolo fa pensare: ha ottenuto 2 milioni con la transazione e questa non ha avuto alcuna influenza sul verdetto, perchè gli hanno dato gli altri 4 milioni di provvisionale richiesta»
Polemiche a parte tra sindaci, bisogna ricordare che sono stati risarciti anche i sindacati a vari livelli con indennizzi di 100000 euro, e le associazioni Wwf, con 70 mila euro e Legambiente con 100 mila, le Associazione familiari vittime amianto con 100 mila e le Associazione familiari esposti amianto con altri 100 mila.
Per le vittime e i loro familiari i risarcimenti oscillano sui 30 mila euro medi, cifre basse, ma la sentenza ha comunque soddisfatto in parte i familiari delle vittime, anche se permane in loro il dolore e la tristezza di aver perso così tanti cari.  E purtroppo molti altri ancora sono ammalati e potrebbero morire. Una sentenza dura, secondo i legali dei due imputati, ma per le tante vittime forse fin troppo poco dura, direi
La sentenza è stata pronunciata in un'aula strapiena e per far fronte all'afflusso di almeno mille persone, arrivate con 24 pullman dal resto d'Italia e dall'estero, sono state aperte e dotate di maxi video l'aula accanto a quella del processo e l'aula magna del palazzo di giustizia. La provincia di Torino ha invece messo a disposizione la sua aula convegni.
«Spero che questa sentenza serva anche a noi», ha commentato la brasiliana Fernanda Giannasi, presidente dell'Abrea (Associazione Brasiliana Esposti all'Amianto) perché in Brasile l'amianto si continua a lavorare, così come in molti altri paesi del mondo. 
Ieri erano presenti anche le mamme delle giovani vittime dell'incendio alla Thyssen, che hanno detto che  «Dove c'e' dolore e bisogno di giustizia noi ci siamo», e i familiari delle vittime della strage di Viareggio, che hanno dichiarato piuttosto polemicamente : «Torniamo a casa con il cuore più aperto. Forse portiamo una boccata d'ossigeno alla procura di Lucca»  
 Una delle vittime ancora in vita, un casalese di 76 anni colpito dall'asbestosi dopo aver lavorato otto anni in Eternit, ha parla con un filo di voce, ma è stato deciso: «La sentenza non mi soddisfa, quei due meritavano una condanna più pesante. Io sono vivo, ho la “polvere”  al 16%, ma i miei colleghi e i miei amici di allora sono quasi tutti morti, ne sono rimasti soltanto due». 
E ,Romana Blasotti, la donna diventata il simbolo della lotta all'amianto con cinque familiari uccisi, ha detto : «Avrei voluto piangere oggi, ma non ci riesco».
Grazie quindi a quei magistrati che a Torino hanno ottenuto giustizia per tante vittime innocenti 
Dovrebbero ringraziarli anche quei politici che troppo spesso, in questi ultimi anni, si sono accaniti contro la Magistratura italiana per difendere i loro interessi personali e i loro affari poco chiari o le loro truffe ed i loro scandali
Come non tutti i lavoratori della pubblica amministrazione sono dei fannulloni, così non tutti i magistrati sono dei  " comunisti " da punire con leggi assurde!!!

domenica 12 febbraio 2012

La Sentenza dell'Aja: vittoria tedesca

Il 3 febbraio 2012 all' Aja la Sentenza inappellabile della Corte Internazionale di Giustizia, massimo organo giudiziario dell’Onu, sulle Stragi naziste  ha stabilito che "Berlino non deve risarcire gli italiani"
 Sono state tante le stragi naziste in Italia, molto conosciute e poco conosciute: Civitella, Cornia, San Pancrazio, Grizzana, Marzabotto, Fosse Ardeatine. Sono state 15 000 le vittime delle oltre 400 stragi naziste compiute in Italia tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Non tutti i loro carnefici hanno fatto almeno qualche giorno di carcere . Ma la Germania di oggi non deve pagare i risarcimenti alle famiglie decimate dalle fucilazioni e dalle rappresaglie delle squadracce hitleriane.  
Il presidente del tribunale, il giapponese Hisashi Owada, ha impiegato 80 minuti per leggere  una decisione che condanna l’Italia per «non avere riconosciuto l’immunità» garantita a Berlino dal diritto internazionale. Dunque, secondo la sentenza, non c’è continuità fra il Terzo Reich e la Repubblica Federale Tedesca, messa al riparo da richieste di risarcimento dalla "Convenzione per la soluzione pacifica delle controversie" adottata dai membri del Consiglio d’Europa il 29 aprile 1957, ratificata dall’Italia il 29 gennaio 1960 ed adottata dalla Germania il 18 aprile 1961.
 A Berlino naturalmente hanno tirato un sospiro di sollievo per la sentenza. «Un giudizio importante per la Germania e l’intera comunità internazionale», lo ha definito il ministro degli Esteri Guido Westerwelle. «Non è contro le vittime del nazismo», la cui «sofferenza» è «già pienamente riconosciuta dal governo tedesco», ha aggiunto prima di sottolineare che la causa intentata dalla Germania contro l’Italia «non intendeva relativizzare o mettere in dubbio le responsabilità» per i crimini della Seconda guerra mondiale e che comunque «tutte le questioni inerenti a questo giudizio» saranno valutate «nello spirito di relazioni bilaterali strette e di piena fiducia».  
In Italia la sentenza ha provocato «amarezza e dolore», come ha sottolineato il vicepresidente del Senato Vannino Chiti.  Per il Pd è stato «un insulto all’Italia». L’Anpi ha chiesto che «non cessi la ricerca della verità». E l’associazione dei familiari delle vittime degli eccidi di Grizzana, Marzabotto, Monzuno e zone limitrofe ha chiesto che «si apra velocemente un confronto», denunciando che «l’occultamento dei fascicoli nell’armadio della vergogna» e «la negazione della giustizia per una ragione di Stato». 
Il contenzioso tra Italia e Germania era cominciato nel 2004, in seguito al «caso Ferrini», dal nome di uno degli "schiavi di Hitler", deportato nel 1944 ed obbligato ai lavori forzati. In quel caso la Germania aprì un negoziato per il risarcimento. Ma era passata al contrattacco portando l’Italia davanti alla Corte Onu nel 2008, dopo che la Cassazione, il 21 ottobre, la riconobbe mandante dei militari nazisti che il 29 giugno 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando un colpo alla nuca di donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese. Dopo quella sentenza si sono aperti altri 80 casi . E la Grecia si è associata al dibattimento dell’Aja perché un suo tribunale nel 1997 aveva condannato la Germania a indennizzare i familiari di 218 vittime del massacro di Distomo del 10 giugno 1944.
Per la Corte dell’Aja, tuttavia, nessun argomento diluisce il diritto all’immunità conquistato mezzo secolo fa dalla Germania di oggi. Tanto che la sentenza «invita» l’Italia a scrivere una legge «o a ricorrere a qualsiasi altro metodo a sua scelta» per far sì che «siano prive d’effetto» le sentenze risarcitorie già emesse dai tribunali italiani.
Come figlia di un Imi avevo inviato parecchi anni fa la richiesta per un risarcimento nei confronti di mio papà, allora ancora vivo, a Ginevra. Quando ricevetti una risposta negativa, lasciai perdere tutto. Lui nel frattempo era morto 
Non per questo ho perdonato quello che lui subì nei lager nazisti. Non volevo vendetta, ma giustizia sì
E quella giustizia non è mai arrivata Tutta la mia solidarietà ai familiari delle vittime delle stragi naziste. Con i nazisti ci furono spesso anche i fascisti italiani E per colpa di tutti loro, i carnefici e gli assassini impuniti italiani e tedeschi, tante vittime civili italiane morirono Una vergogna ed un'onta da non dimenticare mai !!!

La legge elettorale

Oggi l'articolo di fondo di Federico Geremicca sul quotidiano La stampa iniziava così :
"Mentre Mario Monti lavora lungo l’asse Roma-Bruxelles-Washington per convincere - a quanto pare con successo - capi di governo e mercati circa la rinnovata affidabilità italiana, i partiti politici sembrano aver deciso di metter finalmente mano alla riscrittura di alcune regole di sistema fondamentali per il futuro del Paese: a cominciare, in particolare, da una nuova legge elettorale. Si tratta di un lavoro complicato, naturalmente, difficile - per altro - da immaginare del tutto sganciato dall’impalcatura istituzionale che la nuova legge dovrebbe animare e però avviato (a quel che è dato capire) col piede sbagliato.
Il punto di partenza assunto è sacrosanto: restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri eletti in Parlamento. Già il fatto, però, che questo obiettivo sia considerato raggiungibile solo col ritorno ad una legge elettorale proporzionale (è su questo che si lavora) è cosa discutibile; che il passaggio successivo - poi - debba consistere nell’abbandono dell’assetto bipolare del sistema politico, lo è ancor di più; ma quel che appare davvero sorprendente, è l’approdo cui la nuova legge dovrebbe portare.
Infatti, messa in agenda per permettere agli elettori di selezionare i propri eletti, essa potrebbe finire per negare ai cittadini il potere di una decisione perfino più importante: la scelta dell’uomo chiamato a governare il Paese. Il condizionale è d’obbligo, considerato che il lavoro è solo iniziato: ma proprio la circostanza che si sia ancora nel pieno dell’opera, permette di porre un paio di questioni che sarebbe sbagliato sottovalutare.
La prima riguarda il fatto che la traccia su cui si sta lavorando costituisce oggettivamente un atto di prepotenza nei confronti del milione e più di cittadini che nei mesi scorsi ha firmato per un referendum che si proponeva addirittura un rafforzamento del profilo maggioritario dell’attuale legge elettorale: occorre convincersi che continuare a ignorare le indicazioni che vengono dal Paese (in materia di acqua, di finanziamento pubblico ai partiti, di legge elettorale...) non solo è insopportabile, ma rischia di ridurre ancor di più la già scarsa fiducia di cui godono i partiti. La seconda questione - invece - è tutta in una domanda ed è, se possibile, ancor più rilevante: ma davvero si pensa ad un ritorno al passato tale da riproporre un sistema noto e abbandonato, una legge elettorale - cioè - per la quale votavi La Malfa e ti ritrovavi a Palazzo Chigi Craxi, e se sceglievi il Psdi potevi esser certo che il governo l’avrebbe guidato un democristiano?
Dopo quasi vent’anni - non certo idilliaci - durante i quali gli italiani si sono divisi intorno alla possibilità o meno di avere Berlusconi a Palazzo Chigi (Berlusconi: non un leader alleato o un altro esponente del Pdl), continuando intanto a scegliere il sindaco, il governatore o il presidente della Provincia che li avrebbe governati, un tale salto all’indietro appare non solo poco comprensibile, ma anche poco digeribile. Viene da chiedersi dove siano finiti i tanti paladini del bipolarismo. E sorprende che nessuna protesta - anzi! - si alzi dalle file del centrodestra, da anni sempre pronto al «o Berlusconi o elezioni» e a grida e lamenti su ribaltoni presunti e complotti in divenire."
Sono anni che non ho più alcuna fiducia nei parlamentari che ci governano e comincio ad averne ben poca anche in quei partiti che dovrebbero essere di sinistra o di centro sinistra, in opposizione per lo meno a quella  destra che ha fatto solamente danni, con le sue leggi ad personam o le leggi porcellum...
Non mi piacciono poi molto nemmeno i nuovi tecnici del governo Monti perchè alcuni di loro hanno cominciato, pure loro, ad esternare, come e forse peggio dei precedenti 
 Ma non è proprio possibile che questi signori privilegiati che stanno al calduccio in Parlamento non possono una volta tanto ricordarsi quali sono i desideri degli Italiani, quelli che ogni tanto vanno a raccogliere firme e poi a votare dei referendum, quelli che devono pagare le tasse senza fiatare e subire evasori, leggi assurde e rimbrotti vari da ministri sottosegretari e politicanti di ogni genere, tutti grandi sapientoni ed esperti,( che blaterano di figli mammoni, di fannulloni, di sfigati e via dicendo, con le spalle coperte, loro naturalmente, ed un bel posto fisso e remunerativo), senza nemmeno avere il sacrosanto piacere di buttarli  fuori tutti quanti dai sacri Palazzi della politica romana, e non solo ???
Ed ora stanno di nuovo preparando un'altra legge elettorale. Una nuova fregatura ? Si direbbe proprio di sì, leggendo le parole di Geremicca !

Whitney


Whitney Houston. Era una donna bellissima ed aveva una voce splendida.Avevo visto e rivisto il suo film  "The Bodyguard", con Kevin Kostner, anni fa e ogni volta mi affascinava per come era. E' stato uno choc leggere on line pochi minuti fa che è stata trovata morta questa notte in un hotel a Bervely Hills, Los Angeles, dove si trovava per una serata a margine dei Grammy Awards. Aveva 48 anni. Era ancora giovane. Era ancora amata e venerata da milioni di fan. Era stata per anni stella delle industrie discografiche, con 170 milioni di dischi venduti 
Ma, dopo un matrimonio fallito nel 2006, era entrata in una clinica per disintossicarsi Aveva fatto uso di droghe, cocaina, marijuana, e abusato, in modo smodato, di psicofarmaci. 
E probabilmente ha continuato a farne uso visto come è morta
Come ci si può rovinare la vita per una delusione in amore ed un insuccesso con un uomo quando, tra gli anni '80 e '90, si è vinto 6 Grammy Awards e 22 American Musica Awards (un record assoluto) e la rivista Rolling Stones ti  ha inserito nella lista dei 100 più grandi cantanti di tutti i tempi ?
Come tante altre donne famose avrebbe potuto essere felice e ricca, ma si è distrutta con le sue stesse mani e le sue debolezze
Mi sono sempre chiesta perché succedano queste cose. Noi comuni mortali che viviamo vite semplici, anonime, banali, a volte anche faticose, a volte anche difficili, ci adattiamo e superiamo i problemi quotidiani, le malattie, le incertezze, le angosce con la forza, il coraggio e la voglia di vivere. Per noi stessi, per i nostri affetti, per chi crede in noi ed ha bisogno di noi.
Loro, le star, ricche e fortunate, buttano via i loro grandi doni, come la voce che posseggono, rinunciano a tutto ciò che madre natura ha loro donato e distruggono così stupidamente i loro corpi  per motivi spesso futili e insignificanti. Per depressione e scarso amore verso se stesse 
Come per la Winehouse la scorsa estate, come per la Houston ora, come per tanti, e tante, altri celebri in passato, la morte è arrivata  molto prima del tempo dovuto. Per colpa loro. Ed è stato un vero peccato
La vita è un grande dono e quando si ha anche la fortuna di avere dei doni speciali, che non tutti possiedono, bisognerebbe salvaguardarla sempre, cercando in tutti i modi di mantenerla al meglio e  il più a lungo possibile ...