martedì 22 gennaio 2008

Schiavi di Hitler

Questa sera con la posta del sito e del blog ho ricevuto una email x me sicuramente importante che mi ha lasciata profondamente commossa
Alcuni anni fa avevo fatto una ricerca in internet x trovare del materiale che mi potesse dare un aiuto nella ricerca che stavo facendo x sapere quali erano i lager in Polonia ed i Germania dove era passato mio papà, un IMI, un internato militare italiano, nel periodo settembre 1943- maggio 1945
Uno dei siti più utili e più belli che avevo trovato era stato Schiavi di Hitler museo virtuale della Memoria, ricco di informazioni, di immagini, di documenti, di testimonianze e di schede dei deportati italiani, con la loro triste e drammatica storia così poco conosciuta
Un lavoro molto importante svolto da chi aveva ancora a cuore le vittime del nazismo che mi permise di trovare molto di ciò che mi serviva. La storia di mio padre è diventata una delle pagine di Pensieri in PupazziePensieri, il mio sito, con il titolo Il cassetto della memoria
E stasera mi è arrivato questo:
" Solo recentemente ho potuto prendere visione delle pagine dedicate a suo padre. Volevo complimentarmi con lei per l'attenzione non banale che ha saputo dedicare alle sue vicende. Ho scaricato il suo lavoro. Saremo lieti di mettere la scheda di suo padre assieme a quelle di altri tredicimila deportati.
Siamo ugualmente interessati a raccogliere documentazione (lettere, foto, documenti, memorie) in formato digitale per l'arricchimento dell'archivio.
Volevo infine segnalare la nostra mostra, che offriamo a biblioteche e comuni (questa settimana è in provincia di Macerata). Si tratta dell'unica mostra in Italia (per lo meno così ci risulta) sul lavoro coatto degli italiani nella Germania nazista.Gradisca i nostri migliori saluti.prof. Valter Merazzi, responsabile centro di ricerca "Schiavi di Hitler" /archivio IMI Claudio Sommaruga "
Non posso che ringraziare dal più profondo del cuore il responsabile del Centro di ricerca, prof Merazzi, e spero che altre persone, che leggeranno questo post e che come me hanno avuto un familiare deportato nei lager nazisti, si mettano in contatto con il sito Schiavi di Hitler per affidare loro la testimonianza ed il ricordo di chi ha sofferto e subito gli orrori del nazismo
Solo così potremo lasciare ai nostri giovani la libertà e la democrazia per cui i nostri padri hanno combattuto e patito in una guerra mondiale terribile e crudele
erica

11 commenti:

Roberta ha detto...

Bello questo post, come bello il tuo sito. Tornero' senz'altro a trovarti.

Duccio ha detto...

Hai ragione Erica, queste sono le cose che ci commuovono dentro e che nessuno ci porterà mai via. Lessi il tuo Cassetto della memoria mesi fa, ora che sono ancora con una tremenda influenza bloccato a casa, me lo vado a rileggere. E fra pochi giorni è la giornata della memoria. Un abbraccio,
;-) duccio

Franca ha detto...

Ieri è morto Arrigo Boldrini: n altro grande che se ne va.
E la memoria si affievolisce...
Facciamo tutto ciò che possiamo affinchè non tutto vada perduto in modo da lasciare alle prossime generazioni il ricordo di quelle pagine tragiche della storia dell'umanità.

P.S. Ho letto tutti i commenti da Duccio e ho lasciato un'altra riflessione

ericablogger ha detto...

stasera i commenti di google fanno le bizze
mi è appena saltato quello che avevo scritto qui
x Duccio e Franca: grazie !
e purtroppo anche qui da noi se ne sono andati parecchi partigiani negli ultimi mesi
testimonianza e memoria storica che perde x sempre il loro esserci stati
un abbraccio erica

ericablogger ha detto...

x Roberta : benvenuta !
un abbraccio anche a te erica

francesca ha detto...

la memoria non potrà mai affievolirsi finché ci sarà qualcuno che ricorderà fino all'ultimo che tramanderà il ricordo...come un seme si spargerà sempre e ovunque.
per tutti i popoli oppressi dalla dittatura di qualsiasi colore

marina ha detto...

Cara Erica il tuo post mi ha davvero commossa. Una storia dolorosa che trova alla fine un suo spazio di testimonianza. Mi vado a infilare nel tuo cassetto della memoria.
ciao marina

giulia ha detto...

Ho letto il cassetto della memoria. Veramente una storia che mi ha commosso profondamente... Non ho altre parole, Giulia

Anonimo ha detto...

hai fatto bene a segnalarci questa raccolta di testimonianze. ognuno ha qualcosa di speciale nel proprio blog che i nuovi non sanno. andrò anch'io a vedere. silvia

Maury ha detto...

Ho letto solo ora il tuo cassetto della memoria. Tutto di un fiato. Commovente. Anche il nonno della mia fidanzata si trovò in una situazione simile. Prigioniero in Russia durante campagna di Russia. Si salvò, non si sa come, ma della sua città ritornarono a casa, salvi, solamente in tre.
E' ormai deceduto da alcuni anni, ma qualche mese prima di mancare, ormai provato dalla vecchiaia, ancora parlava in Russo e diceva " Tovarisc Kaput, tovarisc kaput." Non so se si scrive in questo modo, ma significa i miei compagni, i miei compagni. Tutti morti, tutti morti.
Non immagino nemmeno che cosa possano aver visto gli occhi di quell'uomo, quali atrocità e soprusi ti rimangano incollati alla mente fin sul letto di morte.
Con maggior calma leggerò con attenzione tutti i link del blog.
Un abbraccio
Maury

Anonimo ha detto...

Ho contattatato il sito "Schiavi di Hitler" per cercare il nome di mio padre, anche lui deportato in Polonia, dalla Grecia, nel 1943. Non c'era. Ora cercherò le 2 cartoline che aveva mandato dal campo...per contribuire anch'io a che non si dimentichi. Mari