martedì 20 maggio 2008

La follia di un mondo violento

" Almeno 12 immigrati, per lo più provenienti dal vicino Zimbabwe, sono rimasti uccisi in un'ondata di violenza xenofoba esplosa durante il fine settimana nella città sudafricana di Johannesburg."
L'hanno chiamata la guerra dei poveri , tra i poveri immigranti provenienti da uno stato dittattoriale ed i poveri di uno stato che dovrebbe ormai essere democratico
Le immagini pubblicate sui quotidiani sono sconvolgenti e anche oggi nel TG3 del pomeriggio sono state trasmesse scene di una ferocia inaudita
Mi sono chiesta dove fossero i poliziotti e perchè nessuno intervenisse a salvare quei poveri esseri neri linciati , picchiati, bastonati, bruciati da altri neri impazziti e violenti
La follia di una violenza improvvisa ed inconcepibile non ha colore, non ha razza, non ha nazione, non ha etnia
Come a Ponticelli, Napoli, sono stati brutalmente scacciati i rom così nella civile nazione sudafricana ci sono i pogrom omicidi nei confronti di persone venute da fuori
Questo è il mondo del nuovo millenio
Un mondo assurdo che invece di progredire regredisce e torna indietro nei tempi e nei modi
Non vi è più rispetto per la vita umana, uccidere è ormai tanto facile e spesso l'impunità di atti barbari è l'unica soluzione ...
Se questo è il progresso, se questo è il futuro , io dico no, io dico basta !!!
Mai più immagini simili, mai più orrori simili
Non leggerò più, non guarderò più, non voglio più sapere, non voglio più vedere, noi siamo essere intelligenti, non bruti , non assassini, non esseri rozzi ed incivili , non bestie senza scrupoli e senza leggi ...
Ne ho la nausea di tutte queste nefandezze !
Datemi un'isola deserta, lontano dalla civiltà, lontano da tutto e da tutti, please

1 commento:

Fabio ha detto...

Il regresso culturale e civile è il male dei nostri tempi. Xenofobia, razzismo e violenza sono ormai all'ordine del giorno di un mondo che rifiuta inopinatamente la solidarietà e la collaborazione. Ci vorrà un grande impegno da parte di tutti noi per cambiare rotta in una realtà che è sempre più inquietante. A presto, Fabio.