venerdì 9 maggio 2008

Giornata della memoria per le vittime del terrorismo.

Il 9 maggio 1978, 30 anni fa, veniva ucciso dalle Brigate Rosse lo statista democristiano Aldo Moro.
Oggi il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha deposto una corona in via Caetani, dove i terroristi fecero ritrovare il suo cadavere nel portabagagli di una Renault rossa.
Molto significative le parole del suo discorso :
«Lo Stato democratico, il suo sistema penale e penitenziario si è mostrato in tutti i casi generoso: ma dei benefici ottenuti, gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi per cercare tribune da cui esibirsi, dare le loro versioni dei fatti, tentare ancora subdole giustificazioni».
«Mi ha colpito, indignato, leggere giorni fa l’intervista di un ex brigatista, lo stesso che un anno fa ha raccontato con agghiacciante freddezza come aveva ammazzato Carlo Casalegno e che ora ha detto di provare rammarico per i familiari delle vittime delle Br, ma aggiungendo di aver dato per scontato che, quando si fanno azioni di un certo tipo, accade di dare dei dispiaceri ad altri. No, non dovrebbero avere tribune per simili figuri».
«Stiamo vedendo segni di reviviscenza addirittura di un ideologismo e simbolismo neonazista, dobbiamo saper cogliere il dato che accomuna fenomeni pur diversi ed opposti: il dato della intolleranza e della violenza politica, dell’esercizio arbitrario della forza, del ricorso all’azione criminale per colpire il nemico e non meno brutalmente il diverso: per sfidare lo stato democratico».
«Lo Stato repubblicano non può abbassare la guardia, dopo aver fatto fronte allo stragismo e avere sconfitto il terrorismo dilagante degli scorsi decenni».
«Lo Stato deve restare vicino ai familiari delle vittime e a tutti i colpiti dallo stragismo e dal terrorismo, anche garantendo l’attuazione di leggi come quella del 2004».
Ricordo bene quel 9 maggio e l'orrore, lo sgomento ed il silenzio profondo sceso su noi tutti, - io allora ero a Torino all'Università di Palazzo Nuovo- quando vedemmo le prime immagini in TV . Dopo la strage degli uomini della scorta ed il rapimento dello statista politico, si era arrivati all'omicidio di Stato ed al punto di non ritorno di una follia che tanto sangue sparse in quegli anni, il sangue di tante vittime innocenti ed inermi !

3 commenti:

Fabio ha detto...

Il terrorismo fu sconfitto grazie al rispetto del principio di legalità. Quando Sciascia, in modo infelice (anche se era Sciascia), disse "nè con lo stato, nè con le brigate rosse", per fortuna vi fu chi scelse con decisione di stare dalla parte dello stato. Un caro saluto, Fabio

Piterpan ha detto...

Buongiorno Erica, sono approdato sul tuo blog alla ricerca di spunti per un giro in libreria questo We. Obiettivo letture sugli anni di piombio, sono rimasto molto colpito dal libro di Calabresi "spingendo la notte piu in la" e volevo leggere altro..avete qualche consiglio?
Saluti
Pietro

Anonimo ha detto...

grazie Pietro di essere passato
se cerchi nel mio blog la tag impuniti o libri troverai delle recensioni di libri sugli anni di piombo
io ho anche letto Che soa sono le Br di Fasanella, il giornalista , e Franceschini , l'ex Br, ediz. Bur
ma penso comunque che in una buona libreria rifornita tu possa trovare anche altro
un saluto erica