giovedì 8 gennaio 2009

Gaza, ieri e oggi

Il cardinare Renato Raffaele Martino in un’intervista al sito «Ilsussidiario.net» ha dichiarato:
«Gaza assomiglia sempre più a un grande campo di concentramento».
Il presidente del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace ha poi rincarato la dose:
«Occorre una volontà da tutte e due le parti, perchè tutte e due sono colpevoli.
Nessuno vede l’interesse dell’altro, ma solamente il proprio. Le conseguenze dell’egoismo sono l’odio per l’altro, la povertà e l’ingiustizia. A pagare sono sempre le popolazioni inermi: guardiamo le condizioni di Gaza»
.
Nell’intervista a «Ilsussidiario.net», il cardinal Martino ha colto l’occasione per un nuovo attacco alla comunità internazionale, e probabilmente alle Nazioni Unite, spesso accusate di occuparsi di piccoli e pretesi diritti, e di non far nulla per le grandi tragedie:
«Il mondo non può stare a guardare senza fare nulla. Si mandano missioni di pace in tutto il mondo, si sono fatte tante proposte, ma i veti hanno sempre prevalso. Ora anche Geroge W. Bush ha cominciato a pensare che forse una missione di pace sarebbe auspicabile».
Infine Martino non si è risparmiato una stoccata proprio al presidente uscente degli Stati Uniti:
«La violenza non risolve i problemi e la storia è piena di conferme. L’ultimo esempio è quello della guerra in Iraq. La diplomazia della Santa Sede sapeva bene che Saddam Hussein era pronto ad accettare le richieste della Nazioni Unite. Ma non si è voluto aspettare».
«In Terra Santa - ha detto infine - vediamo un eccidio continuo dove la stragrande maggioranza non c’entra nulla ma paga l’odio di pochi con la vita».

L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha deciso di sospendere le sue operazioni nella Striscia di Gaza perchè è troppo rischioso continuare la propria attività.
«L’Unrwa ha deciso di sospendere tutte le sue operazioni nella Striscia di Gaza a causa delle azioni sempre più aggressive contro le sue strutture e il suo personale», ha spiegato Adnan Abu Hasna, portovoce a Gaza della principale agenzia delle Nazioni Unite nella zona. Hasna non ha chiarito quanto durerà la sospensione.

Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto ad Israele di aumentare lo spazio di tempo per l’accesso agli aiuti umanitari a Gaza.
«Crediamo che debba esser aumentato ulteriormente», ha detto il portavoce Robert Wood, a proposito del corridoio umanitario aperto da Israele e che consente per tre ore libero accesso nel territorio alle organizzazioni e ai loro aiuti.
«Pensiamo che le ore (di tregua) debbano essere aumentate; ed è qualcosa a cui stiamo lavorando con Israele e gli altri».
Wood ha inoltre definito «terribile» la situazione a Gaza: «Siamo davvero preoccupati per quel che sta accadendo sul terreno».

Nessun commento: