giovedì 24 aprile 2008

La Resistenza ed i Giusti dimenticati

A Fondotoce di Verbania, presso la Casa della Resistenza, nel Parco della Memoria e della Pace, sul muro che ricorda i partigiani caduti nel Novarese è stata aggiunta una lapide con i nomi degli ebrei uccisi nell'autunno del 1943 nella zona dei laghi.
A Verbania-Intra, una lapide alla Scuola elementare Fermi, in via Tonazzi 14, ricorda l'eccidio della famiglia Ovazza compiuto in quel luogo l'11 ottobre 1943
Ma vi furono anche i "giusti", altre persone che a rischio della propria vita non esitarono a soccorrere, nascondere, aiutare Alcuni sono stati ricordati in testimonianze, diari e memorie .
Su questo aspetto, poco noto, ma di grande importanza storica, si dovrebbero però fare ulteriori ricerche più accurate per riscoprire altre figure ormai dimenticate della resistenza, come don Giuseppe Annichini di Omegna; don Angelo Ricci di Stresa, arrestato per l'aiuto dato agli ebrei, pubblicamente umiliato e infine deportato a Mauthausen, e don Felice Mele di S. Agata; Evaristo Calvi di Premeno; gli anonimi abitanti di Mozzio o i partigiani guidati da Filippo Maria Beltrami, le cui storie si intrecciano con le vicissitudini di tanti ebrei perseguitati, ma che proprio grazie a loro riuscirono a salvarsi

Per tutti i lettori che non vivono qui nel VCO, ricordo che Fondotoce è da noi tristemente ricordata per l' Eccidio di Fondotoce del 20 giugno 1944
Un folto gruppo di partigiani fu catturato da SS e fascisti in rastrellamento il 18 giugno 44 presso la cima Aurasca, tra Finnero e Cannobio, dopo 2 ore di combattimento.
Furono tenuti senza cibo nè acqua, torturati e interrogati. Qualcuno morì.
Il giorno dopo Gruppi di Partigiani fatti prigionieri furono tradotti presso la Villa Caramora di Intra, e confusi con altri prigionieri civili. Lì era pronto il plotone di esecuzione, ma non vennero giustiziati. Il 20 Giugno i nazi-fascisti prelevarono 43 persone che, dopo essere state costrette dai carnefici a sfilare per gli abitati di Intra, Pallanza, Suna, Fondotoce, in colonna per tre portando un cartello: "Sono questi i liberatori d'Italia oppure sono i banditi?", furono assassinate a gruppi di tre per volta sul greto del canale d’acqua che collega il Lago di Mergozzo con il Lago Maggiore. Tra questi, rocambolescamente, si salvò Carlo Suzzi, il 43°, ancora vivente, ma residente in Thailandia.
Carlo Suzzi, che aveva solo 18 anni, rimase ferito e riuscì a dileguarsi con l'aiuto della gente del luogo dopo essere rimasto nascosto sotto i corpi dei compagni. Tornò in montagna nella formazione "Valdossola" col nome di Quarantatrè
Gli aguzzini avevano aggiunto al gruppo dei partigiani anche una donna incinta di 4 mesi, Cleonice Tommasetti, staffetta partigiana.
Quel 20 Giugno 1944 si consumò qui, nel territorio che oggi prende il nome di Verbano-Cusio-Ossola, uno dei più efferati massacri compiuti dalle forze nazi-fasciste contro la Resistenza italiana.
Convinto che solo atti di immensa ferocia avrebbero fermato la Lotta dei Partigiani resistenti, il Comando tedesco organizzò nei giorni precedenti un attacco militare di grandi proporzioni; 17.000 armati contro qualche centinaio di Partigiani asserragliati sulle montagne che, da tale imponente dispiegamento di forze, furono ben presto sopraffatti, quindi catturati, torturati ed uccisi sul posto.
Per non dimenticare questi martiri che hanno difeso il nostro territorio, la nostra libertà e la nostra democrazia , continuiamo a festeggiare il 25 aprile e la lotta di liberazione !!!
Per non dimenticare che i nostri padri e le nostri madri hanno sofferto e lottato e combattuto per avere un'Italia libera dal fascismo e dall'oppresione nazista, continuiamo a ricordare e a raccontare il 25 aprile!!!
Non potrò mai condividere l'idea di equiparare i partigiani ai militi di Salò, e ciò in base alla considerazione che entrambi gli schieramenti hanno combattuto per la stessa patria e molti, nei due campi, si sono sacrificati per essa.
Il risultato di questa equiparazione è la riconciliazione fra i partigiani e i "ragazzi di Salò", una riconciliazione che dovrebbe porre fine a oltre sessant'anni di polemiche, di scontri, di incomprensioni. Ma anche se sono passati più di sessant'anni dai giorni della Resistenza, trovo la proposta insostenibile, antistorica e non giusta.
Non si possono mettere sullo stesso piano i partigiani, che si sono battuti per cacciare dall'Italia i nazisti invasori e per riportare nel paese le istituzioni democratiche tolte dalla dittatura fascista, ed i "ragazzi di Salò" e i loro padri, che hanno combattuto per il fascismo e per mantenere l'Europa sotto il tallone nazista.
Non si possono mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, combattenti per la libertà ed alleati dei creatori dei lager di sterminio e di concentramento, dove tantissimi giovani militari italiani sono rimasti per due lunghi lunghissimi anni, di sofferenze e di crudeltà, fino a morirne in molti casi o a portarne per sempre le ferite, fisiche e psicologiche!

5 commenti:

tommi ha detto...

volevo farti i miei più sinceri auguri per per la festa del 25 Aprile.
per non dimenticare...

marina ha detto...

Questo è lavoro di storica, brava!
sono passata per farti gli auguri per il 25 aprile
marina

giulia ha detto...

Davvero bel post... Giulia

Fabio ha detto...

Interessante questo post che ricorda persone e vicende spesso tralasciate dalla storiografia ufficiale. Sono d'accordo con te anche sulle conclusioni finali, perchè le motivazioni dei partigiani erano veramente alte, i ragazzi di Salò perseveravano, invece, nell'errore dei padri. Un caro saluto, Fabio.

duccio ha detto...

Cara Erica, certe volte penso che siamo rimasti in pochi...
A Roma il 10 maggio ci si vede fra blogger, non è che ci sarai a darmi manforte!
;-) duccio