venerdì 9 novembre 2007

Aggiornamento

Stamattina sono andata alla riunione sindacale della nostra scuola perchè si stanno concludendo i contratti tra il Capo d'istituto e l'RSU e quindi mi interessavano gli argomenti trattati. Eravamo in pochi ed eravamo per lo più tutti di ruolo, gli "anziani" che ormai siamo lì da tanto tempo, quelli che si conoscono e che sanno bene come funziona la nostra scuola
Poi sono andata a mangiare al bar con una collega perchè nel pomeriggio iniziava un corso di aggiornamento sulle Difficoltà di apprendimento tenuto dalla psicologa che da tre anni lavora con i ragazzi allo Sportello di ascolto.
Un progetto decisamente utile e molto valido che aiuta i ragazzi in difficoltà o con problemi che vogliono servirsi del contributo di una specialista esperta ed esterna
La psicologa è molto simpatica ma anche molto preparata ed oggi ci ha parlato delle difficoltà che si incontrano nel riconoscere quando un bambino ha difficoltà di apprendimento e quali sono in effetti queste difficoltà
Se si facessero alcuni test fin da quando i bambini sono alla scuola materna, si potrebbe intervenire con maggiore facilità nell'aiutarli a superare le diverse difficoltà che possono incontrare nel momento dell'apprendimento
Invece spesso sia nelle materne che nelle elementari le insegnanti non riescono a capire che un alunno ha difficoltà e non lo segnalano, rendendo poi difficile il riconoscimento della o delle difficoltà a noi insegnanti delle medie ed agli esperti che lavorano con noi
La difficoltà di apprendere nasce da diverse motivazioni e spesso il problema è che il ragazzo non ha conoscenza del suo conoscere. Un gioco di parole che significa semplicemente conoscenza di sè
Soprattutto quando il ragazzo incontra degli insuccessi e non ha una conoscenza di sè e delle sue capacità e del saper trovare strategie e soluzioni differenti approfondita e consapevole, se si lascia prendere dall'ansia e non viene capito ed aiutato dagli adulti può facilmente iniziare ad avere difficoltà
E può cominciare a non avere più fiducia in sè, a non avere più voglia di fare, a demoralizzarsi e a rinunciare
Ci possono essere anche altri motivi naturalmente.
Quando i genitori pretendono troppo dal ragazzo, che non riesce a mantenere gli standard prefissati in famiglia e quindi reagisce nel modo non voluto e viene ripreso e punito e reso ancora più insicuro, o passivo o ribelle e menefreghista ....
Oppure quando il ragazzo ( ma anche le ragazze naturalmente) vive una situazione familiare deteriorata instabile o estremamente negativa ha sempre o quasi sempre delle difficoltà scolastiche e degli insuccessi notevoli, con bocciature e abbandoni
Il ragazzo abusato o senza guide subirà di certo il disagio esterno ed interno e a scuola andrà incontro a problemi perchè sarà passivo, " lazzarone", indifferente ad ogni attività proposta
La psicologa si è poi soffermata sui vari tipi di apprendimento, da quello visivo a quello riflessivo
Cose queste che già sapevo da lungo tempo perchè ho studiato psicologia ai tempi delle superiori e con la pratica ormai so che ci sono modi diversi di apprendere
Io per esempio ho la memoria visiva e quando studiavo dovevo preparare tabelle e mappe concettuali per tenere a mente pagine e pagine di storia o geografia ma ho anche la memoria intuitiva o, come dicevo quando ero alle superiori e studiavo materie difficili, arrivavo alle soluzioni per sprazzi di ...genialità !
Ci ha anche presentato un giochino semplice per vedere se avevamo un apprendimento globale o no
F
F F
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F F
Quando ha terminato questo disegno ci ha chiesto cosa vedevamo . Io ho visto la A grande, non le F e quindi ho una visione globale!
Poi ci siamo chieste come mai sono sempre troppi i ragazzi demotivati in classe che non hanno voglia di studiare e non fanno nulla
La psicologa ha detto che sempre più la famiglia non insegna al ragazzo a superare le difficoltà e gli insuccessi nel giusto modo, trovando le cause e le soluzioni nel ragazzo stesso e nel suo modo di studiare, ma dando la colpa agli altri, agli insegnanti stessi, alla scuola, ai compagni che ....
I ragazzi di adesso sono fragili e non sanno affrontare le difficoltà della vita
Al primo ostacolo crollano
Una constatazione spiacevole ma molto reale
Non sanno esprimere i loro sentimenti e si nascondono, dietro alle parolacce, agli atteggiamenti aggressivi, al gruppo non responsabile ...
La psicologa ci ha fatto l'esempio del ragazzo che a San Valentino ha inviato un sms con scritto Ti Amo! a tutte le ragazze della sua rubrica ma che in effetti non amava nessuna
O quello che manda un sms alla ragzza con cui sta con scritto TVTB o Ti Amo , sempre a San Valentino, ma poi la lascia una settimana dopo perchè ne ha incontrata una più carina e tanto lui non era innamorato di lei !
E le adulte che chattano per solitudine e dopo una settimana vanno a conoscere lo sconosciuto della chat perchè si sono innamorate di lui che è così gentile e premuroso, ma che in effetti non conoscono assolutamente e che potrebbe essere completamente diverso nella vita reale
Una generazione che vuole tutto e subito, che non ha tempo di aspettare ma che non sa quali sono i veri sentimenti, la comunicazione verbale ed emotiva con gli altri, che non ha la maturità metacognitiva di sè e non capisce quando sbaglia e se sbaglia, come può rimediare agli errori e risolverli o trovare altre soluzioni valide che permettano loro di uscire dalle difficoltà
Non solo di apprendimento !
Due ore di corso decisamente utili anche per noi
Perchè anche noi adulti troppo spesso non ci rendiamo conto di come siamo, dei nostri limiti , dei nostri meriti, delle nostre paure , dei nostri errori, della nostra mancanza di riflessione, del nostro egocentrismo ed egoismo o esibizionismo imperante
Basta aprire una pagina di politica per esempio e ... è tutto un ismo ai massimi livelli da parte di certi nostri rappresentanti, di minoranza e di maggioranza qualsivoglia
Buona notte e buon fine settimana erica

5 commenti:

giulia ha detto...

Sono d'accordo con quanto dici. Ci sono tante variabili che ogi rendono il ragazzo più fragile e meno preparato a faticare. La famiglia ha le sue responsabilità, ma la scietà oggi è molto più complessa e piena di stimoli che distolgono attenzione e uccidono quei valori che sarebbero alla base di una buona crescita. Gli aduli sono i primi a non averne più.
Sulla prevenzione con i test o qualche dubbio, ho lavorato con un'equipe a suo tempo con una neuropsichiatra molto brava che usava certi test ma con molta parsimonia... Buon fine settimana, Giulia

Franca ha detto...

Oltre alla famiglia (che ha i suoi limiti) e alla società (che siamo tutti noi), la scuola (che si definisce "agenzia educante") dovrebbe avere un ruolo maggiore di quello che espleta nel riconoscimento ed intervento sul disagio giovanile, ma spesso è più facile limitarsi a dispensare nozioni

Jacques Poissenot ha detto...

Son d'accordo in gran parte su tutto cio che hai detto ; e specialmente sul fatto che ora abbiamo tanta fretta che non sappiamo aspettare, lasciare maturare le cose, i fatti, i sentimenti.
Colpa o ragione ? le media e internet che consente di avere quasi subito tutto cio che desideriamo ... ?
Colpa o ragione ? non si sa esattamente, ma si sa solo con certezza che non saper aspettare impedisce di riflettere, di prendere il tempo di ragionare ...
grazie Erica di raccordarci quest'elemento essenziale della nostra condizione umana.
Amichevolement,
Jacques

Artemisia ha detto...

Ciao Erica,
leggo solo ora il tuo interessantissimo post. Visto che sei esperta di problemi psicologici dei ragazzi, hai qualche consiglio da darmi su come affrontare la balbuzie?
Se si' scrivimi
appak_s [at] libero.it

Grazie,

ericablogger ha detto...

cara Artemisia
non ho molta esperienza di balbuzie perchè per fortuna i miei alunni non hanno quasi mai balbettato
io pensa che in parte sia dovuta a scuola all'ansia da prestazione
però potrei anche sbagliarmi
ciao un saluto erica