giovedì 25 ottobre 2007

Che succederà ai blog ?

La scorsa settimana il blog di Grillo ha lanciato l' allarme blog
Nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre, il governo ha approvato e rinviato alle camere un testo di legge con le nuove norme in materia di editoria. Se questo progetto legislativo verrà effettivamente approvato dal Parlamento, tutti i blog rischierebbero di essere tassati e controllati.
Si ipotizza in questa nuova legge che il concetto di prodotto editoriale comprende “non solo l'informazione ma tutto ciò che forma e intrattiene il destinatario” e che l' attività editoriale è “l'inventare e il distribuire un prodotto editoriale anche senza fini di lucro”
E' quindi possibile che anche i blog, o i nostri siti, possono rientrare nell' art. 6 del nuovo disegno di legge.
Questa norma prevede che chiunque svolge attività editoriale, deve iscriversi al ROC (Registro Operatori Comunicazione), uno speciale registro custodito dall'Autorità delle Comunicazioni, con conseguente attivazione di complesse attività burocratiche e pagamento dell'imposta di bollo.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Franco Levi ha continuato ad affermare in questi giorni che non esiste un preciso interesse a toccare i siti amatoriali e i blog personali, ma in effetti qualche conseguenza potrebbe esserci: innanzitutto sarà alzata la soglia di responsabilità penale del blogger che, in caso di diffamazione, sarà responsabile non più per la forma semplice del reato ma per la forma aggravata -diffamazione a mezzo stampa -
Inoltre, le imprese che gestiscono i blog dovranno iscriversi al ROC e munirsi di una società editrice e di un direttore responsabile.
A questo punto non è certo che le basi non ancora sostenute da una società editrice intendano sobbarcarsi tutti questi oneri e si potrebbe quindi avere una drastica riduzione del numero dei blog con la possibilità che saranno solo le testate giornalistiche che gestiscono basi-blog a decidere sull'assegnazione di uno spazio.
Per quanto il progetto di legge prevede che sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare con un suo regolamento quali soggetti e quali imprese saranno tenute effettivamente alla registrazione, si rischia in questo modo di ridurre notevolmente la libertà di parola e di pensiero e gli spazi stessi dei blog.
Anche se l'iter legislativo sarà lungo e difficile, anche per le nostre stesse segnalazioni del problema e per la nostra ferma presa di posizione contro una simile proposta, sarà di certo necessario seguire e vigilare perché si rischia di vedere censurata la libertà di noi blogger con la scusa ed il pretesto di voler regolamentare un settore ancora troppo abbandonato a se stesso e ormai così vasto rispetto a solo pochi anni fa, quando noi blogger eravamo pochi e ben poche persone sapevano cos'era effettivamente un blog
Ma un blog ben scritto e ben gestito e rispettoso di tutti è senz'altro un mezzo efficace per esprimere e mantenere la libertà e per diffondere nel mondo idee riflessioni pensieri di convivenza civile ma anche di denuncia di soprusi o altro, che mai si saprebbero da chi fa il giornalista professionista

9 commenti:

marbe ha detto...

Da alcuni giorni sto cercando di impostare questo argomento e tu mi dai oggi la possibilità di farlo pacatamente.
Sono appena arrivata in questo mondo e non mi ritengo certo una Blogger ma una persona che ogni tanto sente il bisogno di dire quello che pensa su ciò che le accade intorno.
La cosa che non sopporto però è che possano arrivare a mettere il bavaglio ad una libertà che è sacrosanta: quella di pensiero e di parola, perché di fatto altro non sarebbe che questo.
I blog ma non solo, anche i siti ed i forum, potrebbero essere messi a tacere con una legge fatta ad hoc per qualcuno o contro qualcuno.... l'ennesima dimostrazione che quando il popolo sovrano fa sentire la propria voce non è poi più così sovrano?
...oggi i catenacci ai blog e poi?
Non dobbiamo smettere di far sentire la nostra voce di cittadini che vivono in un paese dove per la costituzione esiste la libertà di parola e di pensiero.

Franca ha detto...

Nei vari commenti fatti in giro su questo argomento, io ho detto da subito che di questo DL se se sapeva ancora troppo poco e sembrava destinato a sgonfiarsi da solo, come poi è successo (dichiarazioni Gentiloni).
Ho anche detto che più che un attacco ai blog e alla libertà d’informazione (!), mi sembrava l’ennesimo esempio di legge italiana mal scritta sulla quale si sarebbe dovuto rimettere le mani.

Queen ha detto...

Nel nostro blog collettivo abbiamo messo il banner per la petizione contro questa indecente legge. Come già scritto, i blog - da quello di Grillo in poi - danno un enorme fastidio a tutti - politici per primi.
Per me è stata una grande scoperta quella del blog: nel lavoro come nella vita privata. Ovviamente tutti, nella loro irrinunciabile libertà di espressione, devono essere rispettosi degli altri e di altri punti di vista. Un saluto, Queen

giulia ha detto...

Io penso che sia abbastanza come dice Franca, anche se è meglio vigilare e stare attenti con questi chiari di luna, ciao Giulia

Artemisia ha detto...

Anch'io penso che sia come dice Franca.
Erica ti confesso che non ce la faccio più a leggere i post di Grillo!

Anna ha detto...

Grillo mi ha stancata, troppo autocelebrativo e prima donna: ho tolto il banner dal mio blog.
Vabbè, ma sono stanca di tutto ultimamente......

tommids ha detto...

Ciao, se ti va sarei interessato ad uno scambio di link. passa a visitarmi http://tommids.blogspot.com
tommi
p.s. ho dei parenti a omegna!

ericablogger ha detto...

io non leggo mai i post di grillo e tantomeno il suo blog come non leggo più altri blog, troppo autocelebrativi o troppo politicizzati
però mi piace scrivere un blog e non vorrei che per colpa di altri esagerati o esagitati , come preferite, io non possa più farlo liberamente
per me la libertà, non l'anarchia!!!, è fondamentale, come la cultura o l'intelligenza...

Fabio ha detto...

Più passa il tempo e più credo che questa legge non farà molta strada: vuoi perchè verrà travolta da questioni molto più impellenti, vuoi perchè è obiettivamente difficile realizzare una regolamentazione equilibrata per le centinaia di migliaia di blog che girano nel web senza correre il rischio di effettuare tagli e discriminazioni. Certo un codice di comportamento ci vorrebbe ma questa deve essere un'esigenza sentita dai bloggers che, su questa materia, dovrebbero discutere e farsi parte attiva evitando di essere il soggetto passivo di una legislazione imposta dall'alto. Un abbraccio, Fabio