giovedì 19 marzo 2009

Soldati a Gaza - testimonianze

La guerra è sempre crudele
La guerra porta abiezione, violenze ed il peggio che ogni uomo con una divisa ha in sè
Dopo gli orrori del XX° secolo, tanti, troppi, in troppe guerre insensate, ora si devono già denunciare gli orrori del XXI°, dall'Iraq a Guantanamo a Gaza...
Il quotidiano israeliano "Haaretz" ha raccolto le testimonianze dei militari che hanno partecipato al conflitto che ha sconvolto la striscia di Gaza
" Una madre palestinese con i suoi due bambini è stata uccisa da un cecchino israeliano per aver capito male l’ordine di un soldato.
Il tragico fatto è stato raccontato in una delle testimonianze di soldati che hanno partecipato ai 22 giorni dell’operazione militare «Piombo fuso» nella Striscia di Gaza, raccolte dal quotidiano israeliano Haaretz. Secondo il giornale, diversi soldati israeliani hanno ucciso civili nell’ambito di «permissive» regole d’ingaggio, distruggendo intenzionalmente i loro beni.
Le testimonianze di diversi soldati di fanteria e piloti da combattimento sono state raccolte durante una discussione fra i partecipanti al corso d’addestramento Yitzhak Rabin dell’accademia di Oranim.
Il capo di una squadra di fanteria ha raccontato che il suo plotone aveva occupato una casa abitata da una famiglia, i cui componenti sono stati chiusi in una stanza.
Successivamente è subentrato un altro plotone, che aveva piazzato un cecchino sul tetto, e dopo qualche giorno è stato deciso di rilasciare i civili.
«Il comandante del plotone -ha raccontato il soldato- ha lasciato andare la famiglia dicendo loro di dirigersi verso destra. Una madre con i suoi due bambini non ha capito ed è andata a sinistra. Il cecchino non era stato avvertito.... ha visto la donna e i bambini che si avvicinavano, verso una linea che nessuno doveva oltrepassare. Ha sparato e alla fine li ha uccisi».

Il testimone ha detto di ritenere che il cecchino non si sia sentito in colpa perchè «per quanto lo riguardava, aveva fatto il suo lavoro secondo gli ordini ricevuti».
«L’atmosfera in generale, da quanto ho capito dai miei uomini con cui ho parlato- ha proseguito- non so come descriverla... le vite dei palestinesi, erano qualcosa di molto, molto meno importante delle vite dei nostri soldati».
Fra gli altri fatti riportati c’è anche l’ordine di un capo compagnia di sparare contro un’anziana donna che si stava avvicinando ad una casa occupata e ucciderla.
Il responsabile del corso Rabin, Danny Zamir, dopo aver udito i racconti dei soldati, ha avvertito i vertici militari dei suoi timori di un «grave fallimento morale» da parte dell’esercito.
In seguito ha avuto un colloquio con il generale Eli Shermeister, responsabile dello sviluppo dei valori morali e nazionali delle truppe, il quale ha deciso d’indagare a fondo sulla vicenda. Un portavoce militare ha dichiarato che vi sarà «una verifica della veridicità dei fatti e un’inchiesta».

Ho letto per anni i libri di testimonianze dai campi di concentramento e di sterminio nazisti e tante, tantissime volte i capi nazisti ed i loro subalterni hanno giustificato la barbarie , le violenze, gli orrori di quel periodo orribile del nostro passato e l'uccisione di milioni di vittime innocenti con la solita frase, che tanto mi inquieta, : " Ho ubbidito agli ordini "
Ora anche i soldati israeliani hanno ucciso perchè " hanno ubbidito agli ordini" e non hanno nessun rimorso, nessuna inquietudine per i loro atti
Anche loro, nipoti di quelle vittime innocenti passati a milioni nei camini dei campi nazisti, si sono macchiati del sangue di vittime innocenti e non hanno provato pietà alcuna
Come si può uccidere così, a sangue freddo, e solo perchè si sono ricevuti degli ordini ???

2 commenti:

Fabio ha detto...

L'obbedienza non giustifica, anzi, a volte la disobbedienza può essere una virtù. Un abbraccio, Fabio

Giulia ha detto...

è difficile rimanere neutrali di fronte a certe notizie, tanto più che sono stata nella striscia di Gaza ed ho visto con quanto odio giovani soldati israeliani puntavano col mitra tutti quelli che da Gaza in fila come pecore in uno stretto passaggio assolato aspettavano ore per poter passare a Gerusalemme per una giornata di lavoro.La guerra non è assenza di pace, è assenza di umanità.