martedì 17 luglio 2007

Una firma per Mario Ciancarella

Se entrate nel sito http://www.strageustica.altervista.org/ troverete la storia di Mario Ciancarella
E' una storia lunga e sconvolgente che ci riporta a quel tragico volo di quell'aereo civile che fu abbattutto ad Ustica tanti anni fa e di cui ancora non si sa la verità perchè c'è il segreto di Stato e perchè si è cercato e si cerca ancora di nasconderne i fatti
Laura, che gestisce questo bellissimo sito, ha linkato anche il sito di Mario, http://www.mariociancarella.altervista.org/.
C'è anche una petizione da firmare, se si vuole, all'indirizzo:
un saluto a Laura ed al suo grande coraggio perchè lei continua a scavare in quel mistero che si chiama Ustica e un augurio anche a Mario

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie di cuore per la mano che ci dai. Un abbraccio grande,Laura

enrico brogneri ha detto...

La recente intervista rilasciata a Skai TG 24 dal senatore Cossiga è indecifrabile.
Egli ha per la prima volta ammesso di avere avuto tra il 1985 e il 1987 una precisa informazione dai nostri servizi segreti che riferisce alla Francia la responsabilità dell’abbattimento del DC9 Itavia.
Avendo poi il Senatore avallato la pista libico americana, devo ritenere che le sue dichiarazioni, più che sconsiderate, siano intenzionalmente preordinate a scompigliare le allarmanti emergenze del processo sui depistaggi.
E’ vero, i generali sono stati assolti.
Il problema, però, è che quando all’assoluzione definitiva si arriva gradualmente e per piccoli passi, la gente si insospettisce e pian piano finisce con lo scoprire gli altarini tra le righe degli atti del processo (si pensi al caso Andreotti).
Il sen. Cossiga, avendone intuito il rischio, cerca allora di rimediarvi e lo fa mescolando probabili verità (la responsabilità francese) con sicure bugie (la pista libico americana).
Sto da tempo cercando di punzecchiare i frequentatori di forum e blog in merito al dispositivo della sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Roma in data 15.12.2005 http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/motiviappello.pdf per evidenziarne il diverso contenuto con quello che è stato fatto conoscere ai giornalisti http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/dispositivo.pdf
Solo il primo contiene infatti l’ordine di cancellazione di una espressione offensiva della mia dignità per un presunto lapsus dell’avvocato Mario Scaloni (difensore del proprietario dell’Itavia), lapsus che, per quanto possibile, doveva essere tenuto nascosto ai giornalisti. Dietro tale offesa, ora all’esame del Tribunale civile di Roma, si nasconde un mistero che può chiarire tante cose sul Mig libico e su Ustica.
Enrico Brogneri http://www.studiolegalebrogneri.it