domenica 16 settembre 2007

Ritornano sempre !

Ricordo sempre le parole di Primo Levi la cui preoccupazione più grande era che prima o poi il fascismo ed il nazismo sarebbero risorti nelle loro peggiori forme. Lo scorso mese in un lender della ex Germania est sono stati brutalmente picchiati da gruppi naziskin cittadini non tedeschi, ieri le immagini del TG3 sera hanno mostrato una manifestazione di Ordine Nuovo con bandiere, teste rasate, canti ecc ecc in provincia di Pavia, dove sono stati ospitati degli zingari scacciati da una baraccopoli lombarda. Gli zingari erano protetti ma rinchiusi al buio in un edificio circondato dalle teste rasate !!! Immagini agghiaccianti che mia mamma ed io mai avremmo voluto vedere
Ed oggi sulla Stampa vi è un commento di Luciano Violante sulla decisione della giunta Moratti di inumare nel sacrario dei caduti di via Gemelli, a Milano, sia i resti dei partigiani sia quelli dei militanti fascisti della repubblica di Salò.
" L’iniziativa, ha detto l’assessore Pillitteri, intende costituire un segno di riconciliazione nazionale. A conferma della sua iniziativa, l’assessore ha citato il mausoleo di Los Caidos, dove, ha detto, il generale Franco fece inumare i resti dei combattenti la guerra civile, da entrambe le parti, come segno, appunto, di riconciliazione.
... Quel mausoleo fu voluto dal dittatore spagnolo subito dopo la guerra civile al fine di legittimare se stesso e il proprio regime dittatoriale. Ospita i resti dei soli cattolici delle due parti. Nel marzo del 2006 il Consiglio d’Europa, nello stigmatizzare la dittatura franchista, chiese che nel mausoleo fosse ospitata anche una mostra sul franchismo e venisse scritto con chiarezza che il monumento era stato costruito dai prigionieri repubblicani.
...la repubblica italiana, a differenza del regime franchista, non ha bisogno di legittimarsi. Né ha bisogno, come quel regime, di pacificazione. Siamo ampiamente pacificati.
Il rischio storico, e morale, della decisione di Milano non è quindi la mancata pacificazione.
Il rischio, indipendentemente dalle intenzioni dei proponenti, è che si scambi una domanda di pacificazione, superflua per quanto già detto, con un tentativo di parificazione delle due parti, del tutto inammissibile.
Quei morti vanno egualmente rispettati per un elementare principio di civiltà.
Ma la storia di quei morti, i motivi per i quali sono caduti, i valori che li animarono restano profondamente diversi. Non è la stessa cosa morire dalla parte della libertà e morire dalla parte dei vagoni piombati.
Sforzarsi di capire le ragioni per le quali tanti giovani combatterono dalla parte del nazismo e del fascismo è doveroso perché aiuta a capire la nostra storia e a scoprire alcuni caratteri nazionali.
Ma non può significare la parificazione di quei giovani ai coetanei che scelsero di combattere invece contro la dittatura.
Il problema, naturalmente, non riguarda i morti di ieri, ma l’uso che di loro si vuol fare oggi, che può introdurre un inaccettabile «erano tutti uguali».
La politica di oggi deve certamente introdurre valori unificanti nella società italiana, ma non a scapito della verità e della giustizia. Altrimenti si creano altre, più laceranti divisioni.
La pietas consiglia il pari rispetto per tutte le salme.
Ma la memoria civile ci dice che quel luogo, come il Consiglio d’Europa ha proposto per Los Caidos, dovrebbe contenere una mostra permanente sulla repubblica sociale, che spieghi la tragedia umana e morale di quella vicenda e faccia quindi intendere alle giovani generazioni anche il significato profondo dello stare insieme da morti di coloro che si combatterono da vivi."
Belle parole e molto profonde, sicuramente, quelle di Luciano Violante, ma come figlia di un IMI che combatté per la libertà del nostro paese e che nei campi di concentramento disse sempre No ai Repubblichini che andavano a chiedergli di firmare per entrare nella Repubblica di Salò, e tornare a casa tranquillo, non ritengo né giusto né opportuno seppellire i morti fascisti vicino ai martiri per la libertà
Non è odio ne ingiustizia, ma, visto che stanno ritornando tanto di moda e nessuno interviene a bloccarli, che si rispettino i giovani di allora che rischiarono la loro pelle e spesso furono uccisi e li si lasci tranquilli almeno da morti, nelle loro tombe al cimitero!

11 commenti:

Franca ha detto...

All'ingresso del campo di concentramento di Dachau c'è una scritta che dice più o meno (le parole non sono testuali) che un popolo che dimentica il proprio passato sarà costretto a riviverlo di nuovo.
Questo è quanto può accadere in Germania dove i rigurgiti neonazisti non sono più così marginali e questo è quanto potrebbe accadere a noi se perdessimo il ricordo del valore della Resistenza che ha riscattato la fase ignominiosa del fascismo.
Il revisionismo avanza sempre di più e si insinua in maniera strisciante anche perchè sta pian piano scomparendo la generazione di chi la resistenza l'ha fatta e l'ha vissuta sulla propria pelle.
Adesso il testimone è passato a noi, che abbiamo ascoltato il racconto diretto, ed è nostro compito conservare e tramandare quella memoria ai nostri figli, raccontando, consigliando libri e, soprattutto, portandoli nei luoghi che narrano le storie tragiche di quel periodo.
Tra tanti di questi luoghi consiglio il Museo Cervi a Gattatico (PR) dove appunto quest'anno ho portato i miei figli e che mi ha molto colpito perchè vi si respira ancora la vita di questa umile famiglia contadina, diventata un esempio per tanti, che ha saputo riscattarsi col proprio lavoro e ha saputo difendere le proprie idee pagando un prezzo altissimo.
Spero con tutto il cuore che la decisione della Giunta Moratti non si realizzi.

Paolo ha detto...

Penso che ciascuno di noi abbia dei familiari (genitori , nonni, bisnonni) che hanno vissuto il ventennio o che si sono trovati sul fronte . In me sono vivi tali episodi storici anche perché ancora posso averne una testimonianza diretta , autentica , poi toccherà a mia volta trasmetterla . Detto ciò , condivido che "la livella" non è un metodo che possa essere utilizzato semplicemente perché non è rispettoso della dignità dell'individuo , ed è vero , secondo me , che un conto è morire per la follia delle leggi del 1938 ed un conto è morire per far rispettare tali leggi . Perché la grossa responsabilità e colpa storica dei fascisti di allora e dei repubblichini di Salò dopo (ma questa è solo un aspetto), fu proprio il promulgare queste leggi e far sì che il razzismo fosse materia di stato , legale , leggittima . Chiaramente non si potevano approvare tali leggi senza che ci fosse un malsano terreno razzista e illiberale , e senza che ci fossero molti italiani che costituissero il braccio armato e lungo della dittatura . Ciò viene dimenticato e taciuto , i giovani lo ignorano , inneggiano , senza saperlo , alla dittatura , senza rendersi completamente conto che ci sono individui , uomini , che a causa di quegli pesudo-ideali sono morti , facendo resistenza in Italia o facendo resistenza nei campi di concentramento . Non sanno distinguere .
La Moratti , qualora realizzasse la sua decisione , contribuirebbe a far aumentare la nebbia , già densa e colorata dal revisionismo , intorno alle vicende drammatiche della nostra storia appena passata . E sono anni che si sente dire che nelle scuole medie-superiori si deve studiare la storia del XX secolo...occorre ricordare ai giovani di oggi ciò che portano nel sangue ! E comunque , era il 1992 (quindici anni fa) che a Roma l'allora MSI festeggiava l'anniversario della marcia su Roma , era il 1995 (o 1996) quando venne detto da Fini che Mussolini è stato il più grande statista del secolo . Non so , rimango disorientato e addolorato .

Paolo ha detto...

Salve , non vorrei rubare spazio , tuttavia continuando la riflessione suscitata dal post vorrei segnalare il link seguente http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=48220 in cui si può leggere un'intervista risalente allo scorso anno a dir poco scandalosa .

giulia ha detto...

Cara Erica, il tuo post è molto bello e sono d'accordo con te, almeno al cimitero chi ha sacrificato la vita per certi valori e per questo è morto devono essere lasciati in pace. E nei giovani di oggi deve essere ben chiara questa distinzione. Non si deve dimenticare.
Ricordo quando ero piccola che il mio fratello maggiore, un po' arrabbiato chiedeva a mio padre perchè non si fosse opposto al regime fascista e mio padre non si è arrabbiato con lui, ma gli ha risposto "avevo paura"... Poi ha racontato a mio fratello che quei ragazzi erano coraggiosi, ma lui non era stato in grado di fare una scelta così forte. Mio fratello ha capito ed io non ho mai dimenticato questo episodio anche se ero piccola. Mio papà aveva avuto paura, ma sapeva dove era la ragione e dove il torto. Lo sapeva lui, perchè oggi dopo tanti anni non lo dobbiamo più sapere noi?
Per mio padre quelli erano uomini più coraggiosi, e questo è il messaggio che ci ha lasciato. Per me è come se mi avesse detto: se avrai il coraggio segui quella strada... Anche lui ha fattola guerra e ha rischiato la vita, ma non ha mai preteso di essere trattato da eroe o che non venisse celbrata la festa dei partigiani, anzi... Ciao Giulia

ericablogger ha detto...

grazie per i vostri preziosi commenti
grazie Paolo per il link, non hai tolto nessuno spazio, ma ci hai dato qualcosa di molto utile e prezioso
un saluto erica

marbe ha detto...

Innanzitutto leggere di questa iniziativa mi porta a chiedermi:visto che non esistono sacrari dei caduti militanti fascisti cosa faranno, interpelleranno i parenti per esumare le salme?
Non sono d'accordo e non lo trovo giusto, indipendentemente da chi erano.
Trovo invece giusto che si cominci a parlare anche di loro, non tutti erano degli assassini spietati, molti forse la maggioranza fecero delle scelte motivate dal bisogno e
dalla paura e soffrirono come chiunque altro in buona fede dall'altra parte.
Cominciamo a portare a conoscenza di tutti anche le storie di quegli uomini, di quelli che senza scarpe marciarono nella neve o morendo di sete nei deserti africani indossando una divisa per guadagnare un po' di soldi per far mangiare la famiglia e che hanno ucciso per difendersi da un nemico armato e non uomini, donne e bambini indifesi.

Anche questo sta andando perduto, soprattutto questo, perché nessuno ci ha raccontato cosa hanno passato e sofferto.
Mio papà non ha fatto la guerra, l'ha subita da bambino, è del '31, e non ho avuto la fortuna di conoscere i miei nonni, ma ho conosciuto persone che l'hanno fatta dalla parte fascista condividendo paure, sofferenze, e privazioni, con chi fascista non lo era, hanno raccontato quasi con vergogna perché secondo il mondo erano dalla parte sbagliata.
E' per questo che condivido le ultime parole di Luciano Violante.

Non giustifico il fascismo e le sue atrocità, le dittature, e la pevaricazione, li condanno senza appello senza se e senza ma!!
Ma prima di pensare a riunire quei resti in un sacrario facciamoli conoscere, raccontando anche loro.
Abbiamo ancora molto poco tempo.

silvia ha detto...

E' vero che i morti non si offendono, ma questa scelta mi sembra offensiva per i vivi. oramai si fanno le cose senza un minimo di sensibilità. ho appena finito di leggere Levi,se questo è un uomo, non credevo si potesse essere una poesia lunga tutto un libro. una delle tante cose che mi ha colpito è che molti uomini normali, uomini "qualunque" si sono trasformati in carnefici, per seguire il gruppo, per non saper dire di NO al momento giusto. quanti esempi analoghi intorno a noi, e quanto ci costa dover dire di NO. CIAO, silvia

silvia ha detto...

ce l'ho fatta!!!!

ericablogger ha detto...

ciao Silvia, ben arrivata !!!
vedi che era facile riuscire a commentare ?
un saluto erica

Artemisia ha detto...

Concordo: non bisogna permettere che il tempo che passa porti a dimenticare dove stava la ragione e dove il torto. Bisogna lavorare sulle nuove generazioni e far vedere loro trasmissioni come la puntata di Blu Notte sulle stragi naziste.
Ciao,

giulio in canada ha detto...

Ciao Erica: grazie tantissimo per il tuo messaggio di solidarieta' che con gli altri significa molto per me. Ho amche ritrovato il modo per arrivare nel tuo sito -non funziona dal mio blogroll-devo seguire un'altra via... Quindi tutto bene.
Leggendo articolo e commenti mi e' venuta in mente la storia di Pinochet in Cile. Pinochet era in Gran Bretagna quando un Magistrato Spagnolo presento' il mandato di cattura. L'estradizione fu infine rifiutata e Pinochet torno' a casa.
I Cileni con cui mi capito' di parlare, insieme ad altri che ho incontrato qui mi hanno tutti detto la stessa cosa. Protestavano davanti al Palazzo del Governo Britannico, e altrove, chiedendo l'estradizione in Spagna con seguente processo. Protestavano perche' era necessario far capire che c'era ancora molta strada da percorrere prima di arrivare ad una pacificazione. Pacificazione con tuto un largo gruppo sociale Cileno che, al contrario, pensa che Pinochet sia stato un eroe.
Pero', tutti mi hanno detto che -come si prevedeva facilmente- l'estradizione sarebbe stata rifiutata e che era un bene per i Cileni. Il processo di riappacificazione, e questo tenendo a mente alcuni aspetti peculiari della cultura e morale Cilena, puo' solo avvenire in Cile, e il prezzo dapagare era quello di rinunciare a processare Pinochet per i crimini. Semmai, per i libri di storia, questa condanna deve venire dalle organizzazioni internazionali, dall'ONU, e dagli Stati Uniti e Gran Bretagna ed ha il valore che ha. Ai Cileni interessa relativamente poco. Semmai e' per noi riconoscere quello che non abbiamo fatto.
Per loro, si tratta di muoversi in avanti cercando di ritrovare le connessioni perdute... Per le vittime, forse, e' piu' importante che nei libri di storia dei ragazzi sia scritto chiaramente delle Elezioni Democratiche, di Allende, del Colpo di Stato, degli aiuti esterni, dello stadio pieno di arrestati, ed infine delle sparizioni. Condannare Pinochet in un Tribunale, per quanto soddisfacente, non ha il valore di ottenere una riappacificazione tramite discussione e riconoscimento di certi eventi.
Vengo al topico di questo post. Penso che disturbare le salme non serva a nulla e mi infastidisce. Si puo' certo costruire un monumento-museo con liste di nomi. Penso si debba cominciare a scrivere la storia dei soldati Italiani, dalla Grecia, all'Africa, alla Russia -che poi credo fossero agli ordini del Re; della gran confusione che segui' l'armistizio dell'8 Settembre. L'arresto, tradimento e fuga di Mussolini verso Salo', e le torture inflitte nella Repubblica di Salo' con le conseguenti vendette.
Ma per fare questo, per comiciare a muoversi su questo progetto, occorre cominciare a ristabilire con piu' forza quali sono i punti salienti della nostra storia in quegli anni sguenti al Settembre 1943. Il Revisionismo strisciante ch ho notato mi preoccupa e mi infastidisce. Spesso si tratta di mezze frasi, all'inozio buttate la', che poi con il tempo acquistano maggior forza fino a che diventano la 'nuova' verita', la nuova storia.
Questa e' una strada molto sbagliata. Il progetto Moratti a Milano puo' anche essere una buona idea: ma al momento e' troppo presto. Semmai, la Moratti, insieme al Ministro dell'Educazione, dovrebbe cominciare a vedere che gli eventi storici siano presentati in maniera aperta e discorsiva--non si tratta di memorizzare una Verita' che non esiste.... Si tratta di imparare a discernere ---non ho dubbi che tra i Fascisti ce ne fossero tanti che si trovarono un po' con le spalle al muro, magari isolati e lontani da centri di Resistenza, e che quindi per la umanissima paura -che poi proviamo tutti- si trovarono a fare cose che normalmente non avrebbero fatto. Ci sono anche individui che pur potendo scegliere hanno preferito, scelto la strada della violenza e della tortura, la strada del potere e dello stupro. Queste persone e queste scelte devono essere fatte chiare e cristalline, senza buonismi-- aperte alla discussione assolutamente: i giovani spesso sono attratti dalle ipotesi opposte, e questo e' un bene per tutti. Ma non ci deve essere equivoco. In questo, credo che proprio i Tedeschi, nostri alleati tra l'altro, hanno scelto il metodo migliore... I rigurgiti dei neo-nazi in Germania mi preoccupano fino al punto che qualche innocente si trovi in mezzo al posto sbagliato... La Societa' Tedesca mi sembra estremamente solida, a differenza della nostra, nell'affermazione di questi valori..