sabato 2 febbraio 2008

Picchiare su commissione

" Costretto a pagare il "pizzo" a 11 anni per evitare le botte a scuola. È accaduto alla scuola media Bartolomeo Giuliano di Susa, nel torinese, dove un quindicenne pluriripetente picchiava un undicenne ogni volta che questi si rifiutava di pagare la "mazzetta" pretesa, nell’ultimo caso 50 euro. Il bullo lavorava anche "su commissione": picchiava gli scolari per conto dei compagni che non volevano sporcarsi le mani, sulla base di un tariffario recuperato da un insegnante nel bagno dell’istituto.
A fare emergere la vicenda è stata la denuncia presentata dall’undicenne che, venerdì scorso, ha raccontato tutto alla mamma e poi si è recato con lei dai Carabinieri. E ieri, dopo che il 15enne è venuto a sapere della denuncia, il ragazzino è stato nuovamente "apostrofato" dal bullo nel corridoio della scuola con un «infame, mi hai denunciato ai carabinieri ma io ora ti ammazzo». Un episodio che ha spinto la preside ad avvisare la mamma dell’undicenne, che si è rivolta nuovamente alle forze dell’ordine.
Le vessazioni nei confronti del ragazzino erano cominciate con la pretesa di 2 euro «se ti vuoi risparmiare qualche schiaffo leggero», salito a 7 euro «sennò ti riempio di calci», che soltanto versando 10 euro non sarebbero arrivati alle parti intime. Il top del ricatto è arrivato venerdì scorso. «Se non mi dai 50 euro di saccagno completamente», avrebbe minacciato il bullo e, quando i soldi non sono arrivati, ecco le botte e la confessione dell’11enne alla madre. Quando è tornato a casa «aveva il volto gonfio per i troppi pugni e perdeva sangue dalla bocca, non poteva giustificarli con le solite scuse», ha raccontato la madre del ragazzino. " 1/2/2008 La Stampa
Questo è l'ennesimo episodio di violenza a scuola, letto ieri sul quotidiano torinese
Ci si chiede sempre in questi casi come sia potuto succedere senza che nessuno se ne accorgesse;
nè la mamma o il padre del ragazzino minacciato e picchiato, nè gli insegnati o il personale Ata
Ma invece è successo e l'undicenne è terrorizzato
Che cosa facciamo noi insegnanti per impedire questi gravi episodi di inciviltà ? Quanti insegnanti si preoccupano veramente di controllare anche il comportamento dei propri alunni e non solo il loro andamento scolastico, il loro impegno o il loro studio ?
Io mi arrabbio sempre quando i miei alunni non parlano e non dicono cosa sta succedendo tra loro, chi è aggressivo e minaccia, chi dà fastidio, chi si crede superiore agli altri e prende in giro pesantemente, deride, provoca o picchia
Ma siamo tutti così ? cerchiamo tutti di essere vigili ed attenti e buoni osservatori ?
No, purtroppo, e nel corso degli anni, tanti anni ormai, mi è anche capitato di sentirmi dire da qualche collega di piantarla di dire certe cose, che avevo visto male e che non era vero che questo e quello tra gli alunni era un bullo o un provocatore ....
Poi però quando arrivano i genitori a lamentarsi o a denunciare episodi pesanti, allora tutti corrono ai ripari, tutti dicono che non avevano visto, che non era possibile, che non avrebbero mai pensato che ....
Vivere con le fette di patate sugli occhi, tanto spesso è molto comodo perchè così si sta tranquilli ed in pace in classe, non si vieni presi di mira dai bulli e dai violenti, non si finisce minacciati, perchè certi alunni minacciano pure gli insegnati !, non ti scrivono le parolacce sui muri ( è classico se si è severi e vigili e precisi ritrovarsi le solite scritte sui muri dei bagni : la prof tal dei tali è una troia o la prof tal'altra è una puttana , e via di questo passo ) e non ti fai venire l'esaurimento per mantenere un minimo di ordine ed il rispetto delle regole
Io mi arrabbio, sempre e regolarmente, quando si fanno osservare, nei consigli di classe, certe problematiche e si evidenziano i casi di aggressività o di maleducazione ecc, x gli interventi di certi colleghi o colleghe che cascano dal pero, come si suol dire, con tanti begli oh e ah , ma io non lo sapevo, ma io non me ne sono accorta/o...
Ma come diavolo fanno a non vedere se li hanno sotto al naso per ore ed ore ???
In alcuni casi è difficile riuscire a scoprire certe forme striscianti di bullismo profondo, ma nel caso dei ripetenti è normale tenerli sotto controllo proprio perchè ripetono per essere ed essere stati elementi di disturbo perenne !!!
E mi chiedo anche come facciano i genitori a non capire subito che ai loro figli è succeso o sta succedendo qualcosa di diverso o di grave
Se si vive con i ragazzi un rapporto di comunicazione e di amicizia e di serenità familiare, non si può non notare qualche anomalia nei comportamenti del proprio figlio, io penso
Bisogna ormai tener conto del fenomeno sempre più vasto e sempre più grave del bullismo, anche in ragazzi apparentemente normali, ma che possono assumere atteggiamenti di sppraffazione e di prepotenza nei confronti di altri compagni o compagne di classe, anche per motivi banali, inizialmente, e non avere paura di parlarne o di denunciare ciò che succede
Solo così si riesce ad arginare il fenomeno e la maleducazione imperante, senza regole e senza valori, di molti giovani e giovanissimi che assorbono il peggio di ciò che la nostra società offre loro, purtroppo, e sono convinti di poter permettersi di fare ciò che vogliono e come e quando vogliono
Ma se noi adulti, noi prof, stiamo a guardare con le mani in mano e non facciamo nulla o permettiamo tutto, consapevoli o inconsapevoli che sia, beh allora, non lamentiamoci se finiamo poi tra le prime pagine dei quotidiani e facciamo coem al solito la figura degli idioti !

13 commenti:

Artemisia ha detto...

Anch'io sono allibita, Erica, e non mi capacito come possano non essersi accorti di niente.
In ogni caso, dopo la denuncia, la vittima andava messa "sotto scorta" non lasciata andare in bagno da solo!
Putroppo questi casi non sono rari. Ce n'è uno analogo in classe di mia nipote. Il ragazzo (anche lui pluriripetente) manifestava la sua aggressità in classe e quindi era facilmente individuabile ma i ragazzini di prima erano terrorizzati.
Quest'anno va un po' meglio perchè lui sta facendo un percorso di inserimento al lavoro e gli altri sono più grandi. L'anno scorso però è stata tutta una trafila di assemblee straordinarie, denunce ai carabinieri, lettere e controlettere dei genitori, ecc.
Tra l'altro ben 6 insegnanti hanno chiesto (ed ottenuto) il trasferimento...

Franca ha detto...

Io credo che il compito principale di un insegnante, molto prima di quello della trasmissione de sapere (stasera sono buona, altrimenti avrei parlato di nozioni) sia proprio quello di ascoltare e capire i ragazzi.
Soprattutto nei livelli più bassi della scuola prima deve venire lo stare bene poi l'imparare...

ericablogger ha detto...

sante parole franca ma il problema che non tutti la pensano come noi
e allora sono più importanti i voti !!!
ahimé...

ericablogger ha detto...

anch'io ho in classe 1 superbocciato ma anche se con me non fa casino io non mi fido, ma mi fido ancora meno di quelli bocciati una sola volta o non bocciati del tutto xchè ormai sono tutti uguali nel combinare i guai

cittadinoQQ ha detto...

io ho una figlia di 7 anni e sono preoccupatissimo, fin'ora va tutto bene, ma con l'avanzare degli anni scolastici non si sa mai, mi ricordo ai miei tempi le storiacce che vedevo, sono sempre gli elementi più deboli ad essere colpiti, e comunque hai centrato una grossa verità: spesso chi dovrebbe vigilare fa finta di niente, casca dalle nuvole, che è più comodo.
ciao

ericablogger ha detto...

anche alle elementari ci sono già elementi aggressivi o prepotenti
se si comunica con i ragazzi e con i propri figli, è importantissimo parlare di queste cose e far capire loro chi sbaglia
così si rendono molto più forti e li si aiuta a chiedere aiuto
grazie di essere passato e di aver lasciato un commento prezioso
erica

giulia ha detto...

Credo che sia molto importante parlare con i ragazzi, non avere paura di perdere tempo nel discutere con loro, nel chiedere come stanno, cosa succede... Anch'io mi sono sempre molto arrabbiata con quegli insegnanti che dicono di non vedere e di non sentire nulla... La mia preside tutte le volte che parlavo con lei e gli raccontavo cosa succedeva mi diceva "ma sai sempre tutto tu?"... Ma poi sapeva che avevo ragione e, a modo suo, mi ascoltava. hai ragione: bisogna vigilare sui ragazzi, perchè questo è un caso eclatante, ma ci sono anche altri piccoli comportamenti ripetuti che fanno anche loro molto del male. Ma siamo troppo pochi quelli che hanno a cuore questi problemi, un abbraccio, Giulia

francesca ha detto...

cara erika non riesco a inviarti commenti...ora sto facendo una prova

francesca ha detto...

ok, stavolta è andata avevo tentato con gli altri tuoi post, ma niente inviavo e non c'erano...tornerò domani con calma a leggerti. Notte

Poissenot ha detto...

Cara Erica
Difficilie da amettere questi fatti. I bambini non sono buoni tra di loro ma cattivi ?
il ruolo degli insegnanti ? non è evidente, e tutti non hanno la tua forza di carattere di "costringere" a parlare i loro alunni. Quando ero insegante ho cercato sempre di parlare con i miei allievi, ma ogni tanto mi urtavo a questo muro del silenzio impossibile da abattere ; e quando un adolescente ha deciso di dire no non potrai farlo cambiare d'atteggiamento.
Ma il ruolo delle famiglie ? Come mai genitori possono lasciare i loro figli minacciare altri bambini ? e come mai non si erano accorti di questi soldi che aveva questo ragazzo in modo insolito ?
Siamo veramente di fronte a una gravissima crisi di società : si risolverà lo penso se troviamo, noi insegnanti (ora sono in pensione !), i nostri alunni e le famiglie il coraggio di fare rispettare alcuni valori semplicissimi, come il rispetto di altrui, e cio comincia da i più piccoli fatti, come non buttare a terra carta o piccoli rifiuti, o lasciare passare prima gli anziani, ecc...
Ad ogno modo auguro molto corraggio a tutti che faranno questo sforzo.
Fraternamente,
Jacques Poissenot
PS : non ti racconto cosa succede anche nelle noste scuole e licei in Francia, non vorrei scoraggiarti !

Artemisia ha detto...

Jacques scrive delle cose sacrosante: insegnare il rispetto degli altri a partire dalle cose piu' piccole. Soprattutto, aggiungo io, insegnamolo con l'esempio.
Jacques, ti prego, raccontaci quello che succede in Francia! In Italia e' un continuo indicare gli altri paesi come grandi esempi di civilta'.

Duccio ha detto...

Cara Erica, so che siete in tanti, insegnanti accorti, il problema è che dovrebbero esere i genitori a dare riferimenti ed essere più vigili. In questi giorni ce ne sono tante di notizie di bullismo, mi chiedo se sono veramente aumentati gli episodi o se ci sono più denunce! Certo ogni tanto penso alla mia adolescenza, la periferia di Roma non era allegra in quanto a episodi di bullismo. Oggi però c'è you tube, e mi sa che molti fatti accadono perchè la devono finire!
;-) duccio

Anonimo ha detto...

Cara Erika la tua lotta è sacrosanta ma deve essere quella di tutti i cittadini di ogni paese civile. Ne possiamo tranqui llamente dedurre che non viviamo in un paese civile, ma nella giungla più selvaggia dove domina la legge del più forte e il debole muore...(d' altro canto non è forse la Mafia l'azienda che fattura di più in Italia?)

Incivili sono gli insegnanti che cedono al ricatto della sottocultura,perchè più facile e comodo; incivili i genitori che vengono meno ai loro doveri di primi educatori, certamente perchè essi stessi obbediscono alla medesima legge dei figli,anch' essi spesso ineducati.

Ma di chi è la colpa di questo inferno sulla terra?
Credo unicamente della mancanza dei principi etici e morali che ognuno di noi deve avere dentro di se.
Ma questi principi possono essere innati nel nostro spirito o ce li dobbiamo conquistare con sudore e dedizione?... purtroppo la
seconda che ho detto.E come ci si può arrivare? Attraverso l' Educazione alla Cultura, alla Giustizia, all' Onestà, al Bene.
L' Educazone deve essere uno strumento in grado di portarci ad amare tali principi.
Tutto questo si può realizzare davvero solo se i primi rsponsabili dell'educazione dei figli sono stati, a loro tempo adeguatamente educati; così la Scuola ei genitori siano stati messi nella condizione di educare dallo Stato che viene preposto per garantire il Bene di tutti i cittadini attraverso le Leggi da far rispettare con un controllo pemanente.
Impariamo tutti a dominare l'istinto animalesco e aggressivo della prevaricazione presente nella natura umana e soprattutto nei ragazzi e poi ci ergeremo a ruolo di educatori insegnando a fare lo stesso.
Se solo uno degli anelli di questa catena viene a mancare i primi a rimetterci saranno i ragazzi, l'anello più debole della catena, il nostro futuro, minando così le basi della nostra società civile.
Questo fantastico quadretto nel quale purtroppo ci troviamo tutti disegnati, non può che essere il frutto,aimè, di un disegno mafioso che punta a destabilizzare ogni controllo delle regole più semplici della vita civile rendendoci impotenti e ormai impassibili dinanzi ad una "normalità" spaventosa.