martedì 20 marzo 2007

POSTA di oggi!

Oggi è stata una giornata gelida e ventosa, passata a scuola xchè c'erano i consigli di classe. Sono andata all'una al bar a mangiare con una collega ed abbiamo passato un' ora di pausa piacevole ma sono comunque rientrata a casa stasera alle 6 passate, stanca ed intirizzita dal freddo. Dopo una cena extra, xchè c'erano le trote in carpione, che mi ha portato fresche domenica un conoscente con la passione della pesca nei torrenti e nei fiumi della Val d'Ossola, sono andata a leggere la posta personale on line.
Ho trovato una seconda email di un giornalista e studioso di storia contemporanea che ieri mi aveva cercata xchè interessato ai miei post sugli IMI. E' stata una sorpresa quella mail ma lo è stata ancora di più questa di stasera quando ho cliccato sul link lasciatomi in fondo alla pagina
La persona che mi ha cercata è decisamente conosciuta ed importante ed ha scritto un libro "Generazione Ribelle" (Einaudi Editore), la storia della Resistenza, della deportazione e degli IMI attraverso le lettere e i diari dei protagonisti. Andrò sicuramente a comprare il libro di Mario Avagliano e spero di essergli stata di aiuto. anche se un aiuto molto minimo!
E poi c'era un'altra email, che arrivava dalla Francia ed era veramente interessante xchè era stata mandata a pochissime persone, tutte francesi, eccetto me
Bonjour,Le GTR/PAM (Groupe de Travail & de Réflexion sur les Poupées) organise le 8 juillet 2007 un salon des Poupées, Miniatures et Ours à GREOUX-LES-BAINS (Alpes-de-Haute-Provence).
Cette manifestation est organisée en collaboration avec le Musée des Miniatures, Poupées et Jouets du Monde « Le Petit Monde d’Emilie » de GREOUX-LES-BAINS.
Si vous êtes intéressés pour participer à cette manifestation, vous pouvez demander un dossier d’inscription en contactant Claudie S...
En espérant avoir le plaisir de se rencontrer le 8 juillet Recevez mes cordiales salutations Renée G... Membre de l’Association
Non ho più nessuna bambola, devo fare dei pupazzi ma non trovo più un minuto di tempo, mi restano solo gli orsi comprati che ho vestito, ma questo invito è decisamente la dimostrazione pratica che mi conoscono all'estero e che i miei lavori sono considerati ad un certo livello ormai , visto che sono stata scelta con un numero veramente ridotto di altri autori di bambole ed orsi. I Francesi hanno numerose mostre e saloni e sono tutti di grande valore e molto ben frequentati da specialisti ed artisti dell'ago e delle stoffe
Non so se riuscirò a preparare qualcosa e ad andarci a luglio, ma le ho ringraziate molto sentitamente x avermi scritto e x avermi scelta soprattutto ....la mia passione x le bambole ed il mio sito ultimamente sono molto più conosciuti all'estero che non in Italia, ma penso che sia sempre un po' così comunque. A casa propria nessuno sa chi sei e quanto sei bravo, altrove lo sanno tutti e tutti ti conoscono !!!!

lunedì 19 marzo 2007

Grande, Gino!

Oggi i taleban afgani hanno liberato Mastrogiacomo. Dopo il rientro dei due tecnici dell' Eni dal Niger, che erano stati a lungo prigionieri dei ribelli africani, ci sarà a giorni anche il rientro di questo giornalista di Repubblica, il cui rilascio ha però visto in precedenza l'uccisione del suo autista e la promessa di liberazione del suo giovane interprete, di cui x ora non si sa nulla.
Mastrogiacomo deve la sua salvezza principalmente a Gino Strada e ad Emergency, l'organizzazione umanitaria da lui creata, che lavora da molti anni nei paesi più poveri e più colpiti dalle guerre. Questo medico volontario che grazie all'aiuto di chi gli dona soldi ed aiuti ha potuto creare ospedali ed assistenza medica là dove nulla e nessuno è mai andato a portare soccorso è un grande uomo di pace, convinto che non è con i cannoni e con le bombe che si porta la democrazia ed il benessere nei paesi più poveri del mondo.
In una giornata, la giornata dei papà, di gioia x la salvezza di un uomo, bisogna festeggiare quindi Gino x la stima che le popolazioni afgane, e non solo, hanno di lui e dei suoi volontari e x la serietà con cui lavora e con cui si impegna nel portare avanti tra mille difficoltà un mestiere gravoso e difficile, molto difficile.
Dopo poche ore dalla notizia dell'arrivo di Mastrogiacomo nell'ospedale di Emergency, sono iniziati i soliti balletti mediatici e politici, naturalmente e in qualche telegiornale il nome di Gino o di Emergency è stato messo x ultimo, xchè ormai tutti avevano detto fatto ecc ecc ed era merito loro se...
Un classico tipicamente italiano, come le critiche che arriveranno sicuramente a breve, questione di ore.
Anch'io però in questi giorni come altre volte in precedenza mi sono chiesta se sia giusto andare su un fronte di guerra estremamente a rischio e mettere a repentaglio la propria vita, oltre a far ricattare la propria nazione, in nome di un principio di informazione veritiero e giusto e sacrosanto.
Ed è così sbagliato pensare, come ha fatto Fassino, che si debba fare una conferena di pace con la presenza dei talebani ? Sono effettivamente tutti dei terroristi o ci sono forse anche degli uomini che lottanto soltanto x difendere il loro paese da forze straniere che vogliono imporre usi e tradizioni occidentali, così lontane dalle loro ?
Abbiamo visto immagini di devastazione e di estrema povertà, lì come in Irak, e le truppe armate fino ai denti di soldati usa o europei cosa stanno effettivamente facendo ? non si può trovare una diversa soluzione x riportare ordine e pace in quesi paesi sconvolti da lunghi anni di oppressione e di miseria catastrofici ????
Spero che tanti altri uomini di buona volontà e di carità umana e sociale verso i deboli, come Gino Strada ed i suoi volontari, diano un aiuto valido e concreto agli ultimi del mondo
e che dai cannoni escano solo mazzi profumati di fiori, senza inutili spargimenti di sangue e carneficine assurde e terribili !

giovedì 15 marzo 2007

Deliziose bestioline!

Oggi pomeriggio sono salita nella parte alta del giardino, dove c'era meno sole, fin troppo caldo x la stagione, e ho iniziato a ripulire le piante di more , di fruttini giapponesi spinosi e di mirtilli americani
C'era un bel silenzio e si stava proprio bene. Un momento di pace e di un tranquillo e sereno incontro con madre natura.
Poi...
poi sono arrivati i cani dei vicini, che come al solito si sono messi ad abbaiare sul muro di cinta, mio, contro la rete,
Prima c'era un rotweiler e quella piccola aggressiva cagnotta bianca e nera, un pitbul probabilmente
Ora c'è la cagnotta, che abbaia isterica, correndo avanti e indietro, in continuazione e saltando qua e là, con violenza, e un cagnone tipo vitello, un po' meno aggressivo, ma x nulla invitante, data la mole. Io ho preso le debite distanze e mi sono allontanata subito, ed un bel po', dalla rete. Non si sa mai... non vorrei finire sbranata da quelle deliziose bestioline dirompenti, oltre che molto rompenti e x nulla piacevoli, a dir la verità !

mercoledì 14 marzo 2007

Ricordare la Cecenia

Oggi abbiamo potuto leggere e vedere le immagini di Putin, il Presidente russo in visita in Italia, dove ha prima incontrato il papa e poi i nostri politici. A quanto pare si è anche parlato di salvaguardia di diritti civili, in particolare del diritto del popolo ceceno ad essere libero ed indipendente.
Sabato scorso sono andata in gita a Cremona e durante la visita sono salita nella sala dei violini del Municipio. Una sala molto bella dove ho sentito suonare un violino Stradivari molto antico. Ho però potuto anche vedere delle bellissime immagini esposte in mostra e provenienti dal Caucaso e dalla Cecenia.
Erano state scattate da un fotografo italiano. Se entrate nel sito http://www.liviosenigalliesi.com/ troverete alcune di quelle foto.
Ma chi è Senigalliesi e perchè il Caucaso ?
Ecco cosa ho trovato entrando nel suo bellissimo sito pluripremiato.
Livio Senigalliesi, 50 anni, milanese, inizia la carriera di fotogiornalista nei primi anni ’80 dedicandosi ai grandi temi della realtà italiana, le lotte operaie e studentesche, l’immigrazione, l’emarginazione, i problemi del sud, la lotta alla mafia.
Dopo anni di militanza nel collettivo del quotidiano il Manifesto, alla fine degli anni ’80 amplia il raggio delle collaborazioni e rivolge sempre di più la sua attenzione all’attualità internazionale pubblicando ampi reportage sulle maggiori testate nazionali ed estere.
La passione per la fotografia intesa come testimonianza e l'attenzione ai fatti storici di questi ultimi decenni l'hanno portato su fronti caldi come il Medio-Oriente ed il Kurdistan durante la guerra del Golfo, nella Berlino della divisione e della riunificazione, a Mosca durante i giorni del golpe che sancirono la fine dell'Unione Sovietica. Ha seguito tutte la fasi del conflitto nell'ex-Yugoslavia e dalla fine delle ostilità ha iniziato un ampio lavoro di documentazione sui problemi del dopoguerra.

Ha lavorato in Palestina, Cipro, Afghanistan, Iraq, Kashmir, Mozambico, Sudan, Congo, Ruanda, Nord-Uganda e Caucaso producendo servizi di approfondimento sulle fasi della guerra e sulle difficili missioni di pace organizzate dalle Nazioni Unite.

Da alcuni anni porta avanti un progetto dedicato alle vittime civili dei conflitti e collabora con il Photo-desk dell'UNHCR, con l'Ufficio della Cooperazione Italiana e con numerose Ong italiane e straniere.

Tra l'autunno del 2005 e la primavera del 2006 ha svolto diversi viaggi nell'area caucasica.

Perché il Caucaso di Livio Senigalliesi
Da più di venti anni porto avanti un progetto dedicato ai conflitti e alle drammatiche conseguenze sulla popolazione civile. Ci sono guerre come quella dei Balcani e del Vicino-Oriente costantemente 'viste' e seguite attraverso gli schermi televisivi ed i giornali di tutto il mondo. Altri conflitti - come quelli del Caucaso - sono invece dimenticati. Si svolgono a porte chiuse, lontani dagli occhi indiscreti dei giornalisti. Le popolazioni civili subiscono indicibili sofferenze ma per loro non ci sono missioni umanitarie e progetti di ricostruzione. Tutto avviene nel più totale e colpevole silenzio di quanti sono preposti ad informare e ad operare per la fine di quei conflitti. La tragedia della Scuola 1 di Beslan - 374 bambini uccisi il primo giorno di scuola nello scontro a fuoco tra guerriglieri ceceni e forze speciali russe - ha acceso in me la voglia di conoscere più da vicino quelle repubbliche nate dalla dissoluzione dell'impero sovietico. Così vicine e così lontane. Nel settembre del 2004, partendo dalle macerie della Scuola 1 di Beslan, ho iniziato un lungo viaggio che mi ha portato dalle cime innevate del Caucaso alle torbide acque del Mar Caspio attraverso popoli, culture e paesaggi a noi sconosciuti. Da questo importante lavoro di documentazione ho tratto 50 immagini che danno vita ad una mostra e sono raccolte in un catalogo accompagnate da testi che consentono una approfondimento ed una risposta alla nostra volontà di sapere ciò che accade alle porte dell'Europa. Non dobbiamo sottovalutare infatti che il continuo e proficuo allargamento dei confini della Comunità Europea porterà molto presto la regione caucasica alle 'porte di casa'. Una maggiore conoscenza di quei popoli e della situazione geo-strategica di quell'area è quindi più che mai doverosa. Non possiamo dimenticare inoltre quanto sia già da oggi essenziale per la nostra economia l'apporto di risorse energetiche - gas e petrolio - che giungono nei nostri paesi grazie all'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan.
Da anni ormai ho perso ogni illusione sulla giustizia degli uomini xchè gli interessi economici sono sempre più importanti e più forti, e quindi prevalgono, come prevale la guerra x mantenere questi interessi, ma io spero che almeno qualcun altro come me ritenga molto più validi i diritti delle popolazioni locali rispetto a tutto il resto e come me ricordi a Putin che la Cecenia deve tornare libera, che il potente "zar delle russie" deve smettere di imporre con la forza e con la violenza il suo giogo alla nazione caucasica, povera e priva di tutto, anche e soprattutto del sovrano diritto di essere LIBERA !!!!

martedì 13 marzo 2007

Gaia


Oggi pomeriggio sono andata in giardino a potare le viti e Teddy mi ha accompagnata passo passo, tranquilla e affettuosa. Non era sola però: sul muro del mio vicino era seduta anche Gaia, la bella cagnolina segugio chiara che arriva dal canile municipale, curiosa e simpatica, che ormai non abbaia più quando vede le mie gatte in giardino, ma partecipa della loro vita di qua dalla rete di cinta del suo padrone !
La primavera è arrivata in anticipo quest'anno: fa caldo, piove pochissimo e il mandorlo è già tutto in fiore, tanti piccoli fiori rosa che ravvivano il verde intorno.

domenica 11 marzo 2007

Chirac e l'inquinamento

Una quarantina di paesi, tra cui Francia, Germania e Gran Bretagna, hanno lanciato ai primi di febbraio un appello in favore di " una vasta mobilitazione internazionale contro la crisi ecologica e x una crescita rispettosa dell'ambiente".
" Noi ci impegnamo a mettere al centro delle nostre decisioni e delle nostre scelte, ciascuno nel proprio campo, la preoccupazione x l'ambiente" afferma questo appello, che è stato letto da Jacques Chirac, il presidente della Repubblica francese ormai alla fine del suo mandato settennale, al termine della Conferenza di Parigi per uno statuto ecologico mondiale.
Questo "Appello di Parigi" prevede la creazione di una Organizzazione delle Nazioni unite pour l'ambiente e richiede l'adozione di una Dichiarazione universale dei diritti e dei doveri ambientali.
"Noi chiediamo di trasformare il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente in una vera Organizzazione internazionale a componente universale, ad immagine dell'Organizzazione mondiale della Sanità".
Un "gruppo pioniere" di "più di quaranta paesi" è stato costituito per promuovere questo progetto, che è contestato principalmente dagli Stati-Uniti et dai grandi paesi emergenti.
"Noi tutti qui presenti, Cittadini della Terra, appogiamo gli sforzi delle Nazioni che si mobilitano, in uno spirito di sovranità condivisa, per rinforzare la governabilità internazionale dell'ambiente", ha detto il presidente francese.
Questo appello è arrivato subito dopo la pubblicazione del rapporto degli esperti del Gruppo intergovernamentale di esperti sull'evoluzione del clima (GIEC),che hanno lanciato un avvertimento senza precedenti sull'ampiezza del cambio di clima, insistendo sulla responsabilità umana nel riscaldamento del pianeta.
L'ONU dispone attualmente del Programma delle Nazioni unite per l'ambiente (PNUE), creato nel 1972 e la cui sede si trova a Nairobi.
Questa nuova organizzazione dovrà "valutare i danni ecologici", "promuovere le tecnologie e i comportamenti più rispettosi degli ecosistemi" e sostenere "la messa in opera delle decisioni ambientali".
Il Marocco accoglierà "la prima riunione del gruppo pioniere.
I circa 200 partecipanti alla conferenza - ministri, capi d'impresa, rapresentanti di associazioni, scienziati - hannno affermato che "finalmente, è arrivato il tempo della lucidità" e che bisogna "riconoscere che siamo giunti alla soglia dell'irreversibile, dell'irreparabile".
Auguriamoci dunque che i Grandi del mondo facciano finalmente qualcosa x salvare il nostro pianeta dalla distruzione dell'Uomo !
da LEMONDE.FR avec AFP et Reuters trad. di erica