Questa sera sono entrata nel blog di Giulia, Pensare in un'altra luce, un blog bellissimo de La Stampa. online, ricco di sensibilità e di intelligenza, uno dei miei preferiti, che frequento con assiduità, e mentre leggevo i commenti precedenti a quello che avevo scritto, ho notato che un altro blogger del quotidiano piemontese chiedeva a Giulia di passare da lui x un problema importante. Ho cliccato sul link lasciato e mi sono ritrovata in un blog che non visito mai, ma dove c'era un post in cui si spiegava xchè ieri è stato oscurato uno dei blog, il blog di Giacosa, dalla redazione de La Stampa. Sono andata a leggere anche gli altri bloggers linkati in quel post ed ho constatato che in 24 ore erano stati sospesi anche altri due blog di due bloggers donne, che tutti i blog che avevano preso le difese di Giacosa avevano ricevuto una lettera dalla redazione de la Stampa e che diversi bloggers si sono autosospesi in attesa di spiegazioni dalla redazione e in segno di solidarietà con il blogger censurato
Giacosa intanto ha aperto un nuovo blog su Kataweb e se volete leggerlo potete cliccare qui
Io non ho mai letto Giacosa ed il suo blog, non so a questo punto cosa abbia effettivamente scritto nei giorni scorsi e come lo abbia scritto e della vicenda conosco solo una parte, la parte finale, diciamo così, ma la mia riflessione è un'altra
Noi blogger siamo liberi ed indipendenti e ormai siamo tantissimi. E' giusto che quando scriviamo, spesso in modo molto critico, aggressivo e virulento, x meglio esprimere le nostre proteste o le nostre denunce, mettiamo anche nomi e cognomi ?
Non è questa una infrazione contraria alla legge della privacy ?
E quante volte vi è capitato di commentare un post di un altro blogger e di trovare subito dopo commenti di altre persone, completamente sconosciute, estremamente offensivi nei vostri confronti o nei confronti del proprietario del blog ? In alcuni casi alcuni bloggers sono stati perseguitati da tizi assurdi che li hanno obbligati a mettere il controllo dei commenti e a chiedersi se valeva la pena continuare a scrivere ...
E' giusto che ci sia la libertà di parola, altrimenti la democrazia se ne va, come se ne è andata in altri paesi stranieri, vedi l'Egitto di Mubarak o la Cina del controllo censorio dei bloggers, spesso finiti in prigione!, ma in alcuni casi non sarebbe più opportuno ponderare le parole ? od omettere le identità di chi si tira in ballo, e magari non ne sa un bel nulla ?
La verità è necessaria, ma sovente ci potrebbero essere altri modi e altri toni, e anche altri luoghi, quelli delle vie legali e private x esempio , x dire o fare una denuncia xchè si rischia di finire nel torto, di offendere o di denigrare qualcuno?
Il web è una gran bella scopertà ed i blog sono un'invenzione utilissima ma non bisogna abusarne e soprattutto, secondo me, si dovrebbe sempre tener conto della sensibilità altrui, del rispetto reciproco, della buona educazione xchè talvolta in nome del diritto di parola si prendono delle tangenti frettolose e si scivola in granchi clamorosi o in guai ancor più seri ...
Spero che la pace e la calma tornino presto a La Stampa online e che io possa continuare a leggere i miei amici e amiche bloggers e anche tutti gli altri, anche quelli cancellati, xchè è con il cervello e la ragione, nel rispetto di regole civili e di buon senso, che si risolvono i problemi, non con le guerre e le divisioni e le porte sbattute in un momento d'ira ! ( quelle porte che non sempre poi si possono riaprire ...)
un saluto ed un abbraccio erica
Costituzione italiana
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.


